Salute mentale nei bambini, l'allarme sulla tecnoferenza: smartphone riduce legame madre-figlio

Salute mentale nei bambini, l'allarme sulla tecnoferenza: smartphone riduce legame madre-figlio

Negli ultimi dieci anni si è registrato un incremento di circa il 25% dei disturbi di salute mentale tra bambini e adolescenti.
Salute mentale nei bambini, l'allarme sulla tecnoferenza: smartphone riduce legame madre-figlio

Negli ultimi dieci anni si è registrato un incremento di circa il 25% dei disturbi di salute mentale tra bambini e adolescenti. Lo ha evidenziato Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), durante il congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) svoltosi a Napoli il 3 maggio, come riportato dall’agenzia Dire.

I disturbi più diffusi includono ansia, depressione, patologie del comportamento alimentare, autolesionismo, disturbi del sonno e del neurosviluppo, in particolare l’Adhd. I numeri delineano un perimetro preoccupante: tre quarti delle patologie si manifestano prima dei 25 anni, età che abbraccia anche il percorso universitario e l’ingresso nel mondo del lavoro.

Ancora più significativo il dato sul rischio evolutivo: il 78% dei bambini che ricevono una diagnosi psichiatrica durante l’infanzia è esposto alla possibilità di sviluppare condizioni più severe nelle fasi successive della vita. Questa traiettoria riguarda direttamente anche studenti e neolaureati interessati a educazione e benessere.

Le finestre di sviluppo: perché i primi mesi contano

Le primissime interazioni tra madre e bambino costituiscono la base per costruire un attaccamento sicuro, fondamentale per lo sviluppo psicologico. Come sottolineato da Claudio Mencacci durante il congresso nazionale Sipps a Napoli, questo periodo rappresenta un tempo prezioso, caratterizzato da scambi continui e messaggi che crescono contemporaneamente.

L’esperto ha evidenziato l’importanza di prestare attenzione fin dall’inizio, poiché la qualità del legame che si forma in questa fase influisce sulla sicurezza emotiva del bambino per tutta la vita. Gli scambi reciproci, lo sguardo, il contatto e la responsività del genitore creano quella base di attaccamento che diventa una risorsa protettiva contro future vulnerabilità psicologiche, comprese ansia e depressione.

La tecnoferenza: quando l’uso dello smartphone altera l’interazione madre-bambino

Quando una madre fissa lo schermo del telefono mentre si trova sola con il proprio bambino, si genera un fenomeno noto come tecnoferenza: la distrazione digitale riduce la capacità del genitore di rispondere ai segnali del piccolo. Se il tempo trascorso al cellulare supera il 27% durante questi momenti di interazione, il bambino vive una sensazione di abbandono e invisibilità che può minare profondamente la costruzione del legame di attaccamento.

Questo deficit relazionale precoce si traduce in insicurezze durature. Il piccolo, non riconoscendosi negli occhi dell’adulto, sviluppa una percezione di sé instabile e fragile, esponendosi al rischio di ansia e depressione nelle fasi successive della vita. Claudio Mencacci ha evidenziato che l’ingresso del digitale sta modificando le abitudini familiari sin dai primi mesi di vita, creando una condizione di grande esposizione per bambini e adolescenti.

L’esperto ha inoltre sottolineato come un uso assolutamente non corretto del digitale, fin dall’interazione madre-infante, possa predisporre a disturbi di salute mentale nel futuro. La tecnoferenza rappresenta quindi uno dei fattori di vulnerabilità emergenti, capace di interferire con quei “messaggi che devono crescere contemporaneamente” per costruire una sicurezza emotiva solida e protettiva.

Le implicazioni per scuole e famiglie: diagnosi precoci e rischi da esposizione digitale

I dati illustrati al congresso Sipps delineano un quadro che richiede attenzione immediata da parte di scuole e nuclei familiari. Poiché tre quarti dei disturbi mentali emergono prima del compimento dei 25 anni e il 78% dei bambini con diagnosi psichiatrica durante l’infanzia rischia di sviluppare patologie più severe in seguito, la capacità di riconoscere segnali precoci diventa cruciale.

Mencacci ha evidenziato come bambini e adolescenti si trovino in una condizione di grande esposizione dovuta a molteplici fattori ambientali e sociali. Tra questi, l’ingresso del digitale nelle dinamiche familiari fin dai primi mesi di vita rappresenta un elemento di particolare vulnerabilità. Un uso non corretto della tecnologia nell’interazione madre-infante può infatti predisporre a disturbi futuri.

Il contesto educativo e domestico deve quindi sviluppare consapevolezza rispetto ai rischi associati all’esposizione digitale precoce, valorizzando l’osservazione attenta e tempestiva dei comportamenti infantili come strumento preventivo fondamentale.

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