Scuole superiori, il 17,7% rimandato a settembre: oltre il 90% supera i recuperi

Scuole superiori, il 17,7% rimandato a settembre: oltre il 90% supera i recuperi

Il 17,7% degli studenti delle superiori ha ricevuto la sospensione del giudizio. Le prove di recupero entro l'8 settembre: il 90% viene promosso.
Scuole superiori, il 17,7% rimandato a settembre: oltre il 90% supera i recuperi

Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Istruzione e del Merito sugli scrutini dell’anno scolastico 2025/2026, il 17,7% degli studenti delle scuole superiori – quasi uno su sei – ha ricevuto la sospensione del giudizio. Questi alunni dovranno affrontare le prove di recupero entro l’8 settembre, termine ultimo fissato per verificare il superamento delle insufficienze.

Nella maggior parte dei casi, le verifiche vengono programmate tra fine agosto e i primi giorni di settembre, anche se alcuni istituti preferiscono anticipare già a luglio.

Nonostante l’attesa e lo studio estivo, le statistiche mostrano un esito largamente positivo: oltre il 90% degli studenti rimandati riesce a superare gli esami di recupero e ottiene la promozione. Solo circa l’8% – circa uno studente su dodici – non riesce a colmare le lacune e viene bocciato in via definitiva.

Il tasso complessivo di bocciature alle superiori si ferma al 5,3%, mentre nel ciclo della scuola secondaria di primo grado la sospensione del giudizio non esiste e le bocciature si attestano intorno all’1%.

I numeri per anno di corso: il secondo anno come scoglio

La seconda superiore si conferma l’anno più critico del quinquennio, con il 19,7% degli studenti che chiude giugno con il giudizio sospeso. Subito dopo si colloca il terzo anno, dove la percentuale di rimandati raggiunge il 18,2%, seguito dal primo anno con il 17,6%. Il quarto anno risulta invece il più clemente, fermandosi al 15,3% di sospensioni.

Nonostante la seconda superiore detenga il primato delle insufficienze, è proprio alla fine del primo anno che si registra il tasso di bocciatura più elevato: l’8,7% degli studenti viene fermato direttamente a giugno senza possibilità di recupero. Questo dato evidenzia come l’impatto del passaggio dalle medie alle superiori rappresenti uno scoglio particolarmente selettivo, capace di determinare l’uscita immediata dal percorso per una quota significativa di neodiplomandi.

Le differenze per indirizzo: licei, tecnici e professionali

L’indirizzo di studi incide in modo significativo sulla probabilità di ricevere un giudizio sospeso o una bocciatura immediata. Nei licei la situazione appare più favorevole: solo il 15,7% degli studenti si ritrova con insufficienze da recuperare a settembre, mentre appena il 2,9% viene bocciato direttamente a giugno.

Questo significa che la maggioranza dei liceali promossi o supera tutte le materie senza debiti oppure ha l’opportunità di rimediare durante l’estate.

La situazione cambia radicalmente negli istituti tecnici, dove quasi uno studente su quattro – precisamente il 22,6% – deve affrontare esami di riparazione. La quota di non ammessi immediati sale al 7,9%, configurando un percorso decisamente più selettivo rispetto ai licei.

Gli istituti professionali presentano un profilo intermedio: il 14,9% degli allievi riceve debiti formativi, la percentuale più bassa tra i tre indirizzi. Tuttavia, le bocciature dirette toccano l’8,6%, il tasso più elevato in assoluto.

Questo dato suggerisce che, pur essendo minore il numero complessivo di rimandati, chi non raggiunge la sufficienza in corso d’anno rischia maggiormente la non ammissione definitiva già agli scrutini di giugno.

I divari territoriali: Nord più severo, Sud più indulgente

L’analisi del Ministero dell’Istruzione e del Merito mette in luce un marcato divario geografico nell’assegnazione dei debiti scolastici. In Valle d’Aosta si registra il record nazionale con il 27,5% di studenti con giudizio sospeso, accompagnato da un ulteriore 7,5% di bocciati direttamente a giugno.

Subito dopo si collocano la Liguria, con il 23,5% di rimandati, il Veneto e la Sardegna, entrambe al 22,9%, e infine Lombardia e Friuli Venezia Giulia a pari merito con il 22,7%.

All’estremo opposto della classifica figurano le regioni meridionali, dove le percentuali di sospensioni risultano sensibilmente inferiori. La Puglia chiude la graduatoria con appena il 10,1% di studenti con debito estivo, un valore che rappresenta circa un terzo rispetto alla Valle d’Aosta e meno della metà rispetto alla media nazionale.

Questo gap territoriale si traduce in carichi di recupero significativamente diversi tra Nord e Sud.

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