Il primo settembre segna l’avvio formale dell’anno scolastico 2026/2027, ma non per tutti allo stesso modo. Mentre gli studenti torneranno in classe solo nei giorni successivi, secondo i calendari regionali, per dirigenti scolastici, docenti e personale ATA è già tempo di riprendere l’attività.
La data rappresenta il momento in cui le scuole riaprono operativamente per predisporre tutto ciò che serve ad accogliere le classi: dalla presa di servizio del personale alle prime riunioni organizzative, fino alle scadenze amministrative che scandiscono l’avvio dell’anno.
Le attività interne prendono subito il via con i collegi docenti, nei quali si definisce la programmazione didattica, e con l’assegnazione di cattedre e orari. Dirigenti e staff lavorano per chiudere le pratiche burocratiche ancora pendenti e verificare la copertura dei posti, in particolare nelle sedi che hanno accolto nuove nomine o trasferimenti.
Questa fase preliminare è cruciale per garantire che, quando suonerà la campanella per gli alunni, tutto sia pronto e funzionante.
La presa di servizio e le cessazioni: tempi e ricadute organizzative
Il 1° settembre segna per molti docenti la presa di servizio, l’atto formale che avvia il rapporto di lavoro nella nuova sede. L’adempimento riguarda i neoassunti, i docenti trasferiti o assegnati a un nuovo istituto, chi rientra da particolari situazioni di assenza e il personale destinatario di una nuova nomina.
Questo passaggio consente alle scuole di avviare l’organizzazione dell’anno scolastico e di programmare le attività che precedono l’arrivo degli studenti.
Parallelo alla presa di servizio, il 1° settembre prende il via anche la procedura delle cessazioni dal servizio. Proprio in questo mese è attesa la circolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito che disciplinerà tempi e modalità per la presentazione delle domande di pensionamento con decorrenza dal 1° settembre 2027, un appuntamento che incide direttamente sulla programmazione degli organici e sull’assegnazione delle cattedre per l’anno successivo.
La Carta Docente bloccata: cronologia degli accrediti e cosa aspettarsi
Dal 1° settembre la piattaforma Carta Docente risulta bloccata, impedendo l’utilizzo dei residui del bonus 2024/2025, pari a 500 euro. La sospensione tecnica si ripete annualmente e impedisce ai docenti di accedere alle risorse destinate alla formazione proprio nella fase iniziale dell’anno scolastico, quando la programmazione delle attività di aggiornamento professionale dovrebbe entrare nel vivo.
Negli ultimi anni lo sblocco è avvenuto con tempi variabili: tradizionalmente la piattaforma veniva riattivata tra fine settembre e ottobre, ma nel 2024/2025 l’accredito è slittato al 19 novembre, mentre nell’anno successivo si è dovuto attendere addirittura marzo. Questa irregolarità genera incertezza tra i docenti, che non sanno quando potranno disporre dei 383 euro residui della Carta Docente 2025/2026 né quando sarà erogato il bonus per l’anno in corso, 2026/2027.
L’indisponibilità prolungata dei fondi si riflette direttamente sulla possibilità di acquistare materiali didattici, iscriversi a corsi di formazione e aggiornare le proprie competenze professionali in un momento chiave dell’anno.
Le novità di settembre: collegi online, riforma degli istituti tecnici, nuove Indicazioni e contratto
L’anno scolastico 2026/2027 introduce un pacchetto di novità che ridefiniscono organizzazione, curricoli e metodi didattici. Dal 1° settembre le scuole possono avvalersi di un nuovo quadro normativo per le riunioni collegiali a distanza, anche con valore deliberativo, a condizione che ciascun istituto aggiorni il proprio regolamento e adotti piattaforme conformi ai requisiti previsti dall’accordo siglato tra Ministero e organizzazioni sindacali.
Molti dirigenti potrebbero testare il nuovo sistema già con i collegi di programmazione di settembre.
Il decreto legge 45 del 7 aprile 2025 avvia la riforma degli istituti tecnici, che interessa le classi prime e sarà introdotta in modo graduale. L’obiettivo è aggiornare i percorsi di studio, rafforzare il collegamento con il mondo produttivo e rendere strutturale la filiera tecnologico-professionale 4+2 per gli istituti che vi aderiranno.
Dal 2026 il nuovo quadro orario affida ai Collegi dei docenti ampie quote di ore, soprattutto nell’ultimo anno, per decidere a quali discipline destinarle. Il regime definitivo entrerà in vigore tra cinque anni.
Entrano in vigore anche le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, che segnano una netta evoluzione rispetto al 2012. Il principio guida è l’essenzialità: non multa, sed multum. Cambia la prospettiva sull’uso delle tecnologie: si punta sull’uso critico dell’intelligenza artificiale e sull’ibridazione tecnologica, con l’integrazione delle discipline STEM e l’informatica inserita già dal primo ciclo.
Tra le novità didattiche spicca l’introduzione del Latino (LEL) alle medie, la difesa del corsivo e della scrittura a mano, e una coscienza ecologica sistemica orientata alla cura del pianeta.
Prosegue intanto il cantiere del rinnovo contrattuale. Il prossimo incontro sulla parte normativa del CCNL Istruzione e Ricerca 2025/2027 si terrà il 23 settembre. Al centro del confronto emerge il tema dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di definire un quadro di regole sull’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica e nell’organizzazione del lavoro, valorizzandone le opportunità e garantendo tutele per il personale e qualità del servizio scolastico.