Scuole senza aria condizionata, sindacati chiedono rinvio: Valditara stanzia 20 milioni

Scuole senza aria condizionata, sindacati chiedono rinvio: Valditara stanzia 20 milioni

Nove edifici scolastici su dieci privi di condizionamento. Flc Cgil chiede rinvio delle lezioni se non garantite le norme di sicurezza.
Scuole senza aria condizionata, sindacati chiedono rinvio: Valditara stanzia 20 milioni

Nonostante l’arrivo di settembre, il caldo intenso continua a interessare gran parte del territorio italiano proprio mentre le scuole si preparano alla ripartenza delle attività didattiche. Secondo un’indagine condotta dalla rivista specializzata Tuttoscuola, nove edifici scolastici su dieci risultano privi di impianti di condizionamento, una carenza che rende particolarmente problematico il rientro in classe degli studenti nelle attuali condizioni climatiche.

La combinazione tra temperature elevate e assenza di climatizzazione solleva questioni concrete legate alla permanenza nelle aule per cinque o sei ore consecutive, con classi che possono ospitare venti o trenta persone. Flc Cgil ha richiamato l’attenzione sul decreto 81 in materia di salute e sicurezza, sostenendo che in alcuni territori risulta difficile garantire le condizioni necessarie per lo svolgimento delle lezioni in ambienti chiusi e affollati senza adeguati sistemi di ventilazione o raffrescamento.

Le richieste dei sindacati: rinvio selettivo e interventi strutturali

Flc Cgil, attraverso la segretaria generale Gianna Fracassi, ha chiesto di rinviare l’inizio delle lezioni se non sussistono le condizioni per rispettare le norme su salute e sicurezza. Fracassi ha sottolineato che in alcuni territori risulta impossibile permanere in aula cinque o sei ore con venti-trenta persone e ha invitato le istituzioni a scegliere le soluzioni che ritengono opportune.

Cisl Scuola, con la segretaria Ivana Barbacci, ha adottato un approccio più cauto, ricordando che i calendari scolastici sono regionali proprio per adeguarsi alle esigenze territoriali, comprese quelle legate alle temperature. Nulla vieta alle regioni del centro-sud di posticipare l’avvio oltre il 15 settembre, purché vengano garantiti i duecento giorni di lezione previsti, spostando la conclusione dell’anno dopo il 15 giugno.

Uil Scuola, per voce del segretario Giuseppe D’Aprile, ha espresso apertura a un rinvio di qualche giorno come soluzione tampone, ma ha sottolineato che non può essere la risposta definitiva a un problema strutturale. Il vero nodo è l’arretratezza del patrimonio edilizio: circa sei edifici su dieci risalgono a prima del 1975 e la stragrande maggioranza delle scuole è priva di sistemi di condizionamento.

D’Aprile ha indicato come prioritari interventi di climatizzazione, ventilazione, isolamento termico e schermature solari per affrontare in modo stabile il cambiamento climatico.

La posizione dei dirigenti scolastici: no ai rimedi tampone, sì a scelte di sistema

DirigentiScuola, il sindacato dei dirigenti scolastici, ha assunto una posizione netta rispetto alle proposte di rinvio dell’inizio delle lezioni. Il presidente Attilio Fratta ha invitato a evitare soluzioni estemporanee, sottolineando che ritoccare il calendario in modo occasionale rischia di creare più problemi di quanti ne risolva. Pur senza opporsi a priori a un rimodellamento del calendario scolastico, Fratta ha chiesto che eventuali modifiche siano frutto di una scelta strutturale e non di interventi d’emergenza.

Il sindacato ha evidenziato come la questione richieda una prospettiva di sistema: non si tratta più di un’emergenza isolata ma di una costante legata al cambiamento climatico. Per questo motivo, secondo Fratta, occorre affrontare il problema alla radice con un piano ad hoc per adeguare gli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche, anziché affidarsi a correttivi temporanei che trascurano i risvolti sulla qualità dell’istruzione e sul benessere degli studenti.

Le misure del ministero: 20 milioni per il raffrescamento e piano di efficientamento

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro destinati alle scuole per l’acquisto di apparecchi e dispositivi di raffrescamento. L’intervento punta a migliorare le condizioni ambientali e il comfort di studenti e personale scolastico durante le attività didattiche.

La misura si colloca nell’ambito dell’impegno del ministero a sostenere concretamente le istituzioni scolastiche nell’affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti di apprendimento. Parallelamente, il dicastero sta lavorando a un piano più ampio per l’efficientamento energetico degli edifici, nella prospettiva di rispondere in modo strutturale alle sfide poste dal cambiamento climatico.

Valditara ha sottolineato l’importanza della collaborazione istituzionale, invitando gli enti locali a fare la propria parte: “Ci aspettiamo che Comuni, Province e Città metropolitane, nell’ambito delle rispettive competenze, contribuiscano agli interventi necessari nelle scuole”.

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