Licei milanesi, accoglienza potenziata: team building, laboratori e recupero competenze

Inserimento potenziato nei licei milanesi: team building, laboratori e recupero competenze

Le scuole milanesi estendono l'accoglienza alle prime classi dei licei con attività di team building, laboratori creativi e corsi di metodo di studio per garantire una transizione serena.
Inserimento potenziato nei licei milanesi: team building, laboratori e recupero competenze

L’inserimento scolastico non è più una prerogativa esclusiva dell’infanzia. Alcune scuole milanesi hanno esteso questa pratica alle classi prime dei licei, organizzando attività specifiche prima dell’avvio ufficiale delle lezioni. L’obiettivo principale è garantire il benessere degli studenti durante la transizione verso una nuova realtà scolastica.

Queste iniziative, presenti già da qualche anno, hanno conosciuto una diffusione crescente dal periodo post Covid. Le scuole propongono corsi sul metodo di studio e ripassi mirati per facilitare l’ingresso graduale nel percorso liceale.

Il contesto è quello di classi sempre più eterogenee, che includono anche ragazzi con difficoltà nella lingua italiana.

Il calendario prevede convocazioni anticipate: alcune scuole chiamano le prime classi già dal 2 settembre su base volontaria, altre dal 7 settembre. La prima settimana viene dedicata ad attività di accoglienza strutturate, con percorsi che combinano socializzazione e rafforzamento delle competenze.

Le attività: sport, team building, laboratori e corsi di metodo

Le scuole milanesi propongono un ventaglio ampio di attività. Nei programmi figurano lezioni sportive, giochi motivazionali e team building, affiancati da laboratori di fotografia, musica e teatro realizzati con associazioni del territorio.

“Invece dei soliti test, già prima del Covid abbiamo introdotto queste attività. Ai ragazzi piacciono e danno buoni frutti”, spiega un dirigente.

Si organizzano moduli di educazione civica, introduzione alla rappresentanza scolastica, metodo di studio, incontri con una pedagogista e pillole di educazione alla salute. Non mancano uscite nel quartiere e in provincia, finalizzate alla conoscenza di sé e all’interazione tra pari, insieme a visite guidate alle ricchezze artistiche locali con i docenti di arte.

In diversi istituti è previsto un laboratorio artistico con realizzazione di un murales, mentre la grammatica viene proposta in modo interattivo. Alcuni licei coinvolgono anche ragazzi nel ruolo di tutor, favorendo il tutoraggio tra pari e la costruzione del gruppo classe.

Le scelte organizzative: ruoli, calendario e coinvolgimento

Ogni scuola affida a un docente coordinatore l’incarico di gestire il progetto di accoglienza. Negli istituti tecnici e professionali i primi giorni sono dedicati alla cultura della sicurezza, seguiti da due gite gratuite nella prima settimana.

Il primo giorno prevede una cerimonia con i genitori: il nome di ogni ragazzo viene scandito al microfono per formare comunità.

Le classi prime sono convocate già il 7 settembre con uscite nel quartiere, attività di team building e un lavoro di metacognizione utile anche ai docenti. A queste giornate collaborano studenti tutor.

In altri licei il rientro volontario parte dal 2 settembre con lezioni di lettere, matematica, inglese, arte e sport per favorire un ingresso sereno e graduale.

Le finalità didattiche: accoglienza e recupero delle basi

Il consolidamento delle competenze di base si integra pienamente nei piani di accoglienza. Nel liceo coreutico il rinforzo riguarda le competenze di danza e il metodo di studio specifico per un percorso che richiede equilibrio tra pratica artistica e formazione liceale.

Nel classico i moduli affrontano analisi logica, analisi del periodo e sintassi, elementi essenziali per lo studio delle lingue classiche.

Gli obiettivi dichiarati dalle scuole includono l’ingresso sereno e graduale nella nuova realtà liceale, il rafforzamento delle competenze, la creazione di nuove amicizie e un’esperienza di apprendimento motivante. Particolare attenzione viene riservata agli studenti con difficoltà nella lingua italiana, per i quali l’accoglienza diventa strumento di inclusione concreta e di preparazione al percorso scolastico, unendo dimensione relazionale e sostegno didattico.

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