moleskine

Scrivere è faticoso. Prendete un romanzo di 200 pagine: contiene circa 60.000 parole. Vi rendete conto? Pensate al tempo speso per la battitura del testo. Gli scrittori meritano comprensione: con tutto quel lavoro, non si può pretendere che abbiano anche delle idee. Io, come il venditore di storie immaginato da Jostein Gaarder, cercherò di aiutarli, suggerendo qualche spunto per trame bislacche o addirittura folli (perché sono completamente pazzo).

E’ questo il presupposto del blog “Idee per scrittori”, che trovo molto originale, con il mio solito ‘facile entusiasmo’. Mi piace molto l’idea che esistano trame disponibili ad essere dilatate in un libro, concentrati liofilizzati di storie.

Ad esempio? Carina potenzialmente la storia di Ben Cross, La Mosca Bianca.

Tutti invidiano le star. Tutti vorrebbero essere come loro. Tutti tranne Ben Cross.
Ben Cross, 19 anni, vuole lavorare in banca per seguire le orme del padre, che lo ha affascinato con mille racconti sulla routine impiegatizia, sul cameratismo tra colleghi, sull’austerità del suo asettico ufficio con le pareti azzurre. Il desiderio di lavorare in banca è il pilastro su cui poggia un progetto di vita che il giovane vuole condividere con Cindy, la sua fidanzata. Ben sogna una villetta, due o tre pargoli, un cane fedele, pranzi natalizi, vacanze al mare senza troppe pretese, soldi messi da parte per il college dei figli, una vecchiaia serena. Ma un apparente colpo di fortuna si mette sulla sua strada…

Molti grandi scrittori hanno passato anni collezionando trame da sviluppare poi, eventualmente, in una storia. Un po’ come i ‘Taccuini americani’ di Nathaniel Hawthorne. Leggo ad esempio una sua brevissima annotazione casuale: “La vita di una donna che, secondo l’antica leggenda coloniale, fu costretta a portare sempre la lettera A cucita sul vestito, come pena per aver commesso adulterio”.

Sperando abbiate colto la citazione, questo ci ricorda che

a) le idee geniali a volte vengano davvero nei momenti più inopportuni, per cui bisognerebbe avere sempre una moleskine a portata di mano (non faccio pubblicità, è il mio block notes ‘imprescindibile’). E poi chissà, potremmo arrivare anche noi alla nostra ‘Lettera scarlatta’.
b) nel contempo, grandissime opere hanno davvero le trame più assurde. La storia di un ragazzo che rimane senza una lira e conosce una cameriera (John Fante), storia di una donna che alleva un bambino nato dalla violenza di un soldato tedesco in una Roma bombardata (Elsa Morante). La trama non conta niente, conta come si racconta.

Nell’immagine di copertina uno ‘schizzo’ effettuato su una moleskine.

Foto | Flickr