Recensione sul film Likemeback

Gli adolescenti di oggi sono immersi totalmente nel mondo virtuale: ogni istante della loro vita viene immortalato e postato sui social network, ogni attività è inevitabilmente collegata alla sfera di Internet. Sono tanti i film che esplorano l’attuale modo di vivere dei teenager, e tra questi il più rappresentativo ci sembra Likemeback, pellicola di Leonardo Guerra Seragnoli uscita il 5 agosto 2018 che ha partecipato al festival del cinema Locarno 71 per la sezione Cineasti del Presente. Il giovane regista, attraverso questo esperimento psicologico, indaga le dinamiche che s’innescano durante una vacanza in cui tre ragazze adolescenti, dotate di smartphone, sono in barca in Croazia.

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Likemeback, trama del film

Le protagoniste sono tre adolescenti: Lavinia, Danila e Carla, finiti gli Esami di Maturità, decidono di festeggiare con un bel giro in barca in Croazia offerto dalla mamma di Lavinia. Lavina è una ragazza insicura che però cerca di nascondere questo aspetto del suo carattere mostrandosi più disinibita, mentre Danila è la più social e sogna di diventare influencer. Carla è la più tranquilla e ha le idee abbastanza chiare sul suo futuro: usa il cellulare per allenarsi con i test d’ingresso all’università e per sentire il suo fidanzato. Nel momento in cui il suo telefono scivola in mare però gli equilibri tra le ragazze si alterano.

Likemeback: tematiche e ambientazione

Il film è ambientato su una barca in cui svolgono le vicende relative alle tre amiche in vacanza. La location cambia durante le poche volte in cui le ragazze scendono sulla terraferma per fare shopping o andare in discoteca. A loro disposizione c’è uno skipper croato che forse capisce l’italiano o forse no: non importa, le ragazze sono disinibite e passano dal cantare a squarciagola tutte insieme a prendere in sole in topless e a tuffarsi nude in mare. La pellicola indaga in profondità la psicologia delle tre ragazze in un’ambientazione del tutto nuova rispetto agli altri “teen movie”. Guardando il film ci si rende conto che il mondo dell’adolescenza rappresentato non è diverso dalla realtà. Dando un’occhiata ai social possiamo notare come i teenager di oggi appaiano allegri, disinibiti e spensierati. Sappiamo però che non è sempre così e che molto spesso dietro si celano i comuni disagi giovanili, paure, insicurezze, tormenti. Le ragazze sono legate da un’amicizia molto intensa, tipica della loro età: a volte si evitano, un segreto viene confidato solo ad una delle due, litigano per futilità. E, come le tipiche adolescenti della nostra era, non mollano lo smartphone nemmeno per un secondo, documentando passo passo ogni momento della vacanza. La barca, a questo punto, diventa la metafora della vita degli adolescenti del nostro tempo, ragazzi che crescono nel benessere e nella tecnologia ma che non sono capaci di avere relazioni non virtuali. Sono isolato, proprio come su una barca in mezzo al mare. Per quanto riguarda i rapporti interpersonali, solo Carla ha un vero fidanzato, mentre Lavinia usa Tinder per conoscere nuovi ragazzi. Danila invece ha soprattutto relazioni con i suoi follower su Instagram. I follower sono motivo di gioia per ognuna delle tre ragazze, più di qualsiasi altra cosa: una felicità che però si rivela effimera e superficiale, fatta di piaceri inconsistenti e di rapporti che si esauriscono in un semplice like.

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