Nella notte tra lunedì e martedì 15 settembre 2026 si è tenuta a Los Angeles la cerimonia di assegnazione degli Emmy, i più importanti premi dedicati alla televisione negli Stati Uniti. I riconoscimenti principali sono andati a due serie che hanno dominato questa edizione: Widow’s Bay, premiata come miglior serie comedy, e The Pitt, che ha conquistato il premio come miglior serie drammatica.
Widow’s Bay è stata la grande protagonista della serata, raccogliendo complessivamente quattordici statuette. Il successo della serie conferma l’apprezzamento sia della critica che dell’Academy per una produzione che ha saputo distinguersi nel panorama televisivo dell’ultimo anno.
The Pitt, dal canto suo, consolida il proprio ruolo nel comparto drama dopo i sei riconoscimenti ottenuti nell’edizione precedente, dimostrando una continuità qualitativa che gli ha permesso di imporsi nuovamente.
Le vittorie di Widow’s Bay: dai premi alla trama
La serie ha dominato la serata aggiudicandosi quattordici statuette e il titolo di miglior serie comedy. Widow’s Bay mescola horror e commedia raccontando le vicende di una piccola città del New England colpita da una maledizione.
Matthew Rhys, protagonista gallese, ha ritirato il premio come miglior attore in una serie comedy, ma non si è fermato qui: nella stessa serata ha ottenuto anche il riconoscimento come miglior attore in una miniserie per The Beast in Me, dove interpreta il vicino di casa di Claire Danes, sospettato di omicidio e al centro delle sue ossessioni.
A completare il trionfo della serie, i premi a Stephen Root e Kate O’Flynn come migliori attori non protagonisti comedy, oltre ai riconoscimenti a Katie Dippold per la sceneggiatura e a Hiro Murai per la regia.
Il successo di The Pitt e i riconoscimenti nel drama
La miglior serie drammatica dell’anno è andata a The Pitt, che conferma il prestigio già conquistato nel 2025 con sei statuette. Quest’anno Noah Wyle ha ricevuto nuovamente il riconoscimento come miglior attore protagonista per il suo ruolo nella serie ambientata nel pronto soccorso di Pittsburgh.
Il comparto drama ha premiato anche altre produzioni di qualità: Rhea Seehorn ha vinto come miglior attrice protagonista per Pluribus, mentre tra i non protagonisti si sono distinti Tom Pelphrey per Task e Allison Janney per The Diplomat. La sceneggiatura è stata conquistata da Vince Gilligan per Pluribus, infine la regia è andata a Saul Metzstein per Slow Horses.
Le conferme e i momenti speciali: Smart, Fox e l’omaggio a Parton
Jean Smart ha conquistato nuovamente un Emmy per Hacks, entrando nella storia come prima attrice a ottenere il riconoscimento per ogni stagione della stessa serie televisiva. Durante la cerimonia Michael J. Fox ha ricevuto il premio umanitario Bob Hope per il suo impegno nella sensibilizzazione sulla malattia di Parkinson, di cui soffre.
La serata ha anche reso omaggio a Dolly Parton, scomparsa il 25 agosto scorso. Tra gli altri vincitori spiccano DTF Saint Louis come miglior miniserie, Sally Field protagonista in miniserie/film per Remarkably Bright Creatures, David Harbour e Linda Cardellini non protagonisti, Steve Conrad per la regia.
The Traitors ha vinto come miglior reality competitivo, mentre The Late Show with Stephen Colbert si è aggiudicato il premio per il miglior varietà talk show.