Erasmus+, il 59,8% dei docenti accompagna studenti senza compenso: contrasto con le gite scolastiche

Erasmus+, il 59,8% dei docenti accompagna studenti senza compenso: contrasto con le gite scolastiche

Sondaggio de La Tecnica della Scuola: il 59,8% degli insegnanti disponibile ad accompagnare alunni in mobilità Erasmus+, anche senza retribuzione.
Erasmus+, il 59,8% dei docenti accompagna studenti senza compenso: contrasto con le gite scolastiche

La rilevazione è stata realizzata dalla testata giornalistica La Tecnica della Scuola nel periodo compreso tra il 15 e il 18 maggio 2026. L’indagine ha coinvolto complessivamente 201 lettori, di cui 176 si sono identificati come insegnanti in servizio.

I risultati derivano da conteggi automatici effettuati sulla piattaforma online utilizzata per la raccolta delle risposte. La testata ha precisato che il sondaggio non presenta carattere di scientificità, trattandosi di un’indagine condotta su base volontaria tra i propri lettori senza criteri di campionamento statistico.

Le preferenze di accompagnamento dei docenti

Il sondaggio evidenzia una disponibilità significativa da parte degli insegnanti: il 59,8% si dichiara pronto ad accompagnare studenti in mobilità Erasmus+, anche senza ricevere compensi economici aggiuntivi.

Questo dato contrasta nettamente con l’atteggiamento registrato nei confronti delle gite scolastiche tradizionali: in una precedente rilevazione, sette docenti su dieci si erano espressi a favore della loro abolizione.

L’elemento che sembra fare la differenza è la composizione del gruppo di partecipanti. Nei progetti Erasmus+, infatti, vengono solitamente selezionati alunni con buoni risultati scolastici, in particolare per quanto riguarda la condotta. Questa selezione riduce le criticità organizzative e comportamentali che spesso caratterizzano le uscite didattiche con classi intere, dove non mancano situazioni difficili da gestire o studenti poco interessati agli obiettivi formativi del viaggio.

La disponibilità dei docenti ad accompagnare trasferte Erasmus+ non è legata a incentivi economici: anche in questo contesto, infatti, non è previsto un compenso specifico per gli insegnanti accompagnatori. Eppure, l’assenza di retribuzione pesa meno rispetto alle gite tradizionali, dove la soppressione della diaria e l’aumento delle responsabilità legali hanno contribuito al calo di adesioni.

La conoscenza del programma Erasmus+ tra i docenti

Dodici anni dopo l’avvio di Erasmus+ nel 2014, il programma europeo risulta ormai ben presente nella quotidianità scolastica italiana. A confermarlo sono i dati del sondaggio: il 91,48% degli insegnanti partecipanti dichiara infatti di conoscere le opportunità offerte dall’iniziativa.

Questo livello di consapevolezza testimonia come Erasmus+, nato come evoluzione del precedente Programma di Apprendimento Permanente, sia diventato un punto di riferimento consolidato nel panorama formativo. La diffusione capillare delle informazioni sul programma tra i docenti riflette l’ampia adozione dello strumento negli istituti e il ruolo crescente della dimensione europea nei percorsi educativi.

L’interesse per la formazione individuale all’estero

Il sondaggio ha esplorato anche la disponibilità dei docenti a partecipare individualmente a esperienze Erasmus+, al di fuori dell’accompagnamento degli studenti. Alla domanda “pensi sia possibile migliorare la didattica con un viaggio Erasmus+ senza costi aggiuntivi per il docente?”, il 61,7% degli insegnanti ha risposto affermativamente.

Questo dato evidenzia come una parte significativa del corpo docente riconosca le potenzialità formative dei programmi europei anche per l’aggiornamento professionale personale. La mobilità individuale consente ai docenti di confrontarsi con metodologie didattiche internazionali e acquisire competenze da trasferire nella propria attività di insegnamento, senza sostenere spese dirette.

Le implicazioni per viaggi d’istruzione e progetti europei

Il sondaggio delinea un quadro chiaro: le gite tradizionali perdono appeal tra i docenti, mentre Erasmus+ riscuote maggiore disponibilità. Il 59,8% si dichiara pronto ad accompagnare studenti selezionati nei progetti europei; il 91,48% conosce le opportunità del programma; il 61,7% vede nella mobilità individuale un’occasione per migliorare la didattica.

Emerge così una preferenza legata alla composizione dei gruppi e alla percezione di minori responsabilità rispetto alle trasferte scolastiche classiche.

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