Il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta della presidente Giorgia Meloni, la ripartizione della quota dell’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2025. L’importo complessivo ammonta a 235.034.335,00 euro, come comunicato al termine della seduta dell’esecutivo.
La delibera assegna risorse a cinque categorie specifiche: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati, conservazione dei beni culturali ed edilizia scolastica. Quest’ultima voce riceve 70.007.622,38 euro, risultando la destinazione più consistente tra quelle previste dalla ripartizione.
La somma stanziata per gli interventi nelle scuole proviene dalla quota Irpef gestita direttamente dallo Stato e rappresenta circa il 30% del totale deliberato. Il comunicato finale del Cdm costituisce la fonte ufficiale dell’informazione.
La suddivisione delle risorse: scelte espresse e non espresse
Lo stanziamento complessivo si articola in due componenti distinte. La prima, pari a 154.887.626,765 euro, deriva dalle scelte espresse dai contribuenti e viene ripartita secondo le percentuali comunicate dall’Agenzia delle Entrate. La seconda, di 80.146.708,235 euro, corrisponde alle scelte non espresse.
Per le risorse da scelte espresse, la distribuzione copre cinque categorie:
- 24.186.962,75 euro vanno alla fame nel mondo
- 28.714.462,32 euro alle calamità naturali
- 13.798.272,65 euro all’assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati
- 22.385.905,27 euro alla conservazione dei beni culturali
- 70.007.622,38 euro all’edilizia scolastica
Quest’ultima voce rappresenta la quota più rilevante tra le assegnazioni.
Le somme da scelte non espresse seguono criteri differenti. L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo riceve 16.029.341,65 euro, come stabilito dalla legge n. 125 del 2014. Altri 20.000.000,00 euro sono destinati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche.
Le calamità naturali ottengono 24.868.823,63 euro, mentre la conservazione dei beni culturali beneficia di 19.248.542,96 euro.
Le basi normative e i riferimenti ufficiali
La delibera del Consiglio dei ministri si fonda su un preciso quadro normativo. Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 47, comma 3, terzo periodo, della legge 20 maggio 1985, n. 222, che disciplina la ripartizione dell’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale. A questo si aggiungono l’articolo 8, comma 2, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 105, e l’articolo 2-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76.
Come specificato nel comunicato finale del Cdm, la ripartizione delle risorse derivanti dalle scelte espresse avviene sulla base delle percentuali comunicate dall’Agenzia delle Entrate, che raccoglie ed elabora i dati delle dichiarazioni dei contribuenti, garantendo così trasparenza nell’assegnazione dei fondi alle diverse categorie previste dalla normativa.
Le somme residue e i prossimi passaggi
Le eventuali somme che dovessero rimanere non assegnate al termine della ripartizione deliberata saranno destinate con una successiva delibera del Consiglio dei ministri. L’allocazione dei residui avverrà nel rispetto delle finalità di interesse sociale, umanitario o straordinario stabilite dalla legge 20 maggio 1985, n. 222, che disciplina l’utilizzo dell’otto per mille dell’Irpef a gestione statale.