I dati provvisori dell’Inail fotografano un aumento significativo degli infortuni a scuola in Italia. Tra gennaio e maggio 2026, l’istituto previdenziale ha raccolto oltre 47.000 denunce, segnando un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Un dato che riporta la sicurezza degli studenti al centro dell’attenzione pubblica. La quasi totalità degli episodi si verifica all’interno degli edifici scolastici durante le lezioni: solo una quota marginale riguarda il tragitto casa-scuola.
Tra i numeri più allarmanti emergono dieci casi mortali provvisori, che sottolineano la gravità della situazione. L’Inail precisa che i dati sono ancora provvisori e necessitano di consolidamento definitivo nelle prossime settimane.
Questa natura preliminare non attenua però la portata dell’incremento registrato, che coinvolge direttamente la vita quotidiana di migliaia di studenti e impone una riflessione approfondita sulle misure di prevenzione attualmente in vigore negli istituti italiani.
I profili più esposti: età, genere e istituti statali
L’analisi delle denunce Inail evidenzia differenze significative nella distribuzione degli infortuni. Gli studenti sotto i 15 anni rappresentano il 75% dei casi segnalati, confermandosi la fascia più coinvolta negli episodi che avvengono prevalentemente durante le ore di lezione.
La popolazione maschile concentra il 58% delle segnalazioni totali, delineando un profilo di rischio più marcato rispetto alle studentesse. Questo dato si inserisce nel quadro complessivo senza che emergano elementi per interpretazioni causali definitive.
Gli istituti statali registrano il 95% delle denunce complessive, mentre le scuole paritarie e altri enti formativi rappresentano una quota residuale. Tale concentrazione riflette il peso numerico delle scuole pubbliche nel sistema scolastico italiano e conferma che la quasi totalità degli eventi si verifica all’interno degli edifici scolastici durante l’attività didattica ordinaria.
La mappa dei rischi: Lombardia al vertice, Emilia-Romagna in accelerazione
La distribuzione territoriale degli infortuni scolastici nel 2026 evidenzia una forte concentrazione nel Nord Italia, dove quattro regioni superano insieme oltre la metà delle segnalazioni complessive registrate dall’Inail. La Lombardia si posiziona saldamente al primo posto per numero assoluto di denunce, confermando una tendenza già rilevata negli anni precedenti.
L’Emilia-Romagna, invece, spicca per la crescita percentuale più elevata rispetto al 2025, segnalando un’accelerazione significativa del fenomeno infortunistico. Seguono nella graduatoria il Veneto e il Piemonte, entrambi con valori consistenti che contribuiscono al peso complessivo del Nord.
Il Centro e il Sud, per contro, mostrano incidenze sensibilmente inferiori, delineando un quadro geografico non omogeneo che solleva interrogativi sulle differenze organizzative e strutturali tra le aree. L’Inail sottolinea che i dati rimangono provvisori, in attesa del consolidamento finale delle pratiche.
Le attività di alternanza: sinistri in calo del 54%
Gli infortuni legati ai percorsi di alternanza scuola-lavoro mostrano un calo del 54%, controtendenza rispetto all’aumento generale. La riduzione potrebbe riflettere l’efficacia delle nuove normative e delle attività di prevenzione aziendale, sebbene occorra cautela interpretativa sui dati provvisori.