Infrastrutture scolastiche italiane, il 94% degli studenti le giudica obsolete: solo il 5,9% le definisce moderne

Infrastrutture scolastiche italiane, il 94% degli studenti le giudica obsolete: solo il 5,9% le definisce moderne

L'indagine Censis rivela che oltre il 94% degli studenti giudica la propria scuola obsoleta. Solo il 5,9% la considera moderna, mentre il 56,3% critica la connettività wi-fi.
Infrastrutture scolastiche italiane, il 94% degli studenti le giudica obsolete: solo il 5,9% le definisce moderne

Le strutture scolastiche italiane mostrano segni evidenti di invecchiamento: oltre la metà degli edifici ha superato i cinquant’anni di età e necessita di interventi di manutenzione ben più consistenti di quelli attualmente garantiti.

Nella maggior parte dei casi, gli interventi vengono effettuati solo in modalità straordinaria, quando crolli o problemi strutturali rendono indispensabile un’azione immediata.

Il quadro emerge chiaramente dall’indagine nazionale condotta dal Censis nell’ambito del progetto Iride ‘La scuola vista dai giovani’, che ha coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado e 1.000 diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni.

L’istituto di ricerca evidenzia che la qualità degli spazi scolastici continua a rappresentare uno degli elementi critici dell’esperienza formativa e che l’edilizia scolastica rimane uno dei nodi strutturali del sistema educativo italiano.

Una quota significativa degli istituti è ancora ospitata in edifici datati, spesso progettati originariamente per funzioni diverse da quelle scolastiche e successivamente adattati alle esigenze della didattica.

Le valutazioni degli studenti: connettività, bagni e riscaldamento sotto la sufficienza

L’indagine Censis restituisce un quadro puntuale delle carenze percepite dagli studenti nelle infrastrutture scolastiche quotidiane. Solo il 5,9% considera la propria scuola moderna, mentre la maggioranza esprime insoddisfazione su servizi basilari: il 56,3% boccia la connettività wi-fi, nonostante la crescente digitalizzazione della didattica, il 49,4% critica lo stato dei bagni e il 38,7% giudica insufficienti gli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

Oltre ai singoli aspetti, emergono giudizi complessivi che segnalano problemi di manutenzione e qualità: il 17,3% definisce le strutture male attrezzate, il 16,7% le considera sporche, il 9,5% inadeguate, il 4,7% pericolose e il 4,0% fatiscenti.

Questi dati evidenziano un contrasto netto tra le aspettative di una scuola al passo con i tempi e la realtà di infrastrutture che faticano a garantire standard minimi di comfort e funzionalità, incidendo direttamente sull’esperienza formativa quotidiana degli studenti.

I punti di forza: laboratori, biblioteche e aule attrezzate

Nonostante le criticità infrastrutturali diffuse, l’indagine Censis evidenzia valutazioni positive per gli spazi di apprendimento specializzati. Il 44,9% degli studenti delle superiori esprime giudizi ottimi o buoni su laboratori, aule di informatica, biblioteca e aule attrezzate, mentre il 44,6% apprezza altri spazi interni dell’edificio scolastico. Gli ambienti destinati alle attività culturali, come aule magne e teatri, raccolgono il 40,7% di consensi, e le aree esterne il 39,7%.

Le aule tradizionali, invece, restano il principale punto debole. Solo il 30,2% degli studenti le valuta positivamente, mentre il 40,3% assegna una sufficienza e il 29,5% esprime un giudizio negativo.

Anche gli edifici nel loro complesso e gli impianti sportivi mostrano ambivalenza: a fronte del 35,8% e del 38,0% di valutazioni positive, rispettivamente il 28,5% e il 29,3% degli studenti ne segnala l’inadeguatezza, confermando la disomogeneità delle condizioni strutturali tra scuole italiane.

Le percezioni complessive: scuole ‘normali’ o ‘vecchie’ e il confronto con i diplomati

Gli studenti delle scuole superiori mostrano percezioni complessive chiare: il 41,0% definisce le strutture della propria scuola ‘normali’, il 34,4% le considera ‘vecchie’, il 21,6% ‘funzionali’, mentre solo il 5,9% le descrive come ‘moderne’.

Emergono inoltre giudizi che richiamano esplicitamente carenze di qualità e manutenzione: il 17,3% ritiene le strutture male attrezzate, il 16,7% sporche, il 9,5% inadeguate, il 4,7% pericolose e il 4,0% fatiscenti.

Il confronto con i diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni rivela dati parzialmente divergenti: cresce la quota di chi ricorda la propria scuola come funzionale (39,1%), pulita (24,2%), accogliente e sicura (16,6%), e moderna (15,5%).

Tuttavia, anche tra coloro che hanno concluso il percorso scolastico continuano a prevalere le definizioni di strutture ‘normali’ (46,4%) e ‘vecchie’ (33,7%), a testimonianza di una persistenza delle criticità nel tempo.

Le implicazioni per la didattica: qualità degli spazi e apprendimento

Il Censis conclude che la qualità degli spazi scolastici rappresenta uno degli elementi critici dell’esperienza formativa. L’edilizia scolastica resta un nodo strutturale del sistema educativo italiano, con oltre 40mila plessi che presentano livelli di modernizzazione molto disomogenei: alcuni istituti sono stati ammodernati attraverso i fondi PNRR, ma la maggior parte attende ancora interventi strutturali urgenti.

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