Ispezione al liceo piemontese per il post sul 'Sudario di Gaza': scontro tra Ministero e opposizione

Ispezione al liceo piemontese per il post sul 'Sudario di Gaza': scontro tra Ministero e opposizione

Un liceo del Piemonte è al centro di una controversia per una comunicazione sul registro elettronico che promuoveva un corteo legato al 'Sudario di Gaza'. L'Ufficio scolastico regionale ha disposto un'ispezione formale.
Ispezione al liceo piemontese per il post sul 'Sudario di Gaza': scontro tra Ministero e opposizione

Un liceo del Piemonte è al centro di una controversia per una comunicazione apparsa sulla bacheca online del registro elettronico che promuoveva un corteo legato al cosiddetto “Sudario di Gaza”, descritto come un lenzuolo recante i nomi dei bambini vittime del conflitto. L’episodio, verificatosi nei giorni scorsi, ha innescato una reazione immediata da parte delle istituzioni scolastiche.

L’Ufficio scolastico regionale competente ha disposto un’ispezione formale presso l’istituto su indicazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, come reso noto in una comunicazione ufficiale ripresa dall’agenzia Ansa con aggiornamenti al 5 ottobre 2026. L’intervento ispettivo si concentra sull’eventuale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale della scuola per finalità diverse da quelle previste.

Il registro elettronico rappresenta infatti un canale ufficiale attraverso cui l’istituzione comunica con studenti e famiglie per attività didattiche e organizzative. La presenza di un messaggio promozionale relativo a una manifestazione esterna solleva interrogativi sul rispetto delle procedure e sul corretto impiego degli strumenti amministrativi scolastici, con potenziali implicazioni per la comunità educativa.

L’ispezione disposta dal Ministero: obiettivi e criteri

L’ispezione avviata dall’Ufficio scolastico regionale si concentrerà su due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la verifica dell’eventuale utilizzo improprio del registro elettronico, strumento istituzionale della scuola, per convocare studenti a una manifestazione esterna all’attività didattica. Il secondo obiettivo consiste nell’accertamento puntuale delle responsabilità individuali legate alla pubblicazione del messaggio sulla bacheca online.

Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e riportato dall’agenzia Ansa, qualora i fatti venissero confermati si configurerebbe una grave violazione della deontologia professionale. L’attività ispettiva dovrà quindi ricostruire con precisione la dinamica degli eventi, identificando chi ha autorizzato o pubblicato la comunicazione e in base a quale criterio.

Il registro elettronico rappresenta un canale ufficiale di comunicazione tra scuola e famiglie, destinato a circolari, avvisi didattici e informazioni istituzionali. Il suo impiego per promuovere iniziative non direttamente collegate all’offerta formativa solleva questioni sul confine tra libertà di espressione e corretto uso degli strumenti pubblici. Le verifiche sono ancora in corso e non sono state rese note conclusioni ufficiali.

Le dichiarazioni del ministro Valditara: il tema dell’indottrinamento

Il ministro Giuseppe Valditara è intervenuto pubblicamente sul caso, ribadendo i principi che secondo il dicastero devono ispirare l’azione educativa. “La scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento”, ha affermato il responsabile del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il ministro ha quindi aggiunto che “la pratica dell’indottrinamento degli studenti appartiene soltanto ai regimi totalitari”, sottolineando così il contrasto tra i valori democratici e l’ipotesi di utilizzo improprio degli strumenti istituzionali scolastici per orientare gli studenti verso specifiche iniziative o manifestazioni.

Le reazioni politiche: la posizione di Piccolotti (Avs)

Elisabetta Piccolotti, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra nella Commissione Cultura alla Camera, ha contestato duramente l’intervento ispettivo disposto dal Ministero. Secondo la deputata, nelle scuole italiane si respira ormai “un clima asfissiante”, con docenti che temono ispezioni e missive ministeriali su qualsiasi iniziativa che tocchi argomenti delicati.

Piccolotti ha accostato il caso di Novi Ligure ad altri episodi recenti, come il ritiro da parte della Digos dello striscione “Qui nessuno è straniero” nella Scuola Daneo di Genova, definendo Valditara “custode dell’ortodossia” e sostenendo che simili interventi uccidono la scuola come luogo di confronto con la complessità.

Richiamando i 18.457 nomi di bambini uccisi a Gaza citati nel Sudario, la parlamentare ha ribadito che pronunciare quei nomi non rappresenta indottrinamento, ma costruzione di anticorpi contro la violenza futura ed educazione all’empatia. Ha quindi espresso solidarietà a docenti e studenti coinvolti nell’ispezione.

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti