L’ammissione alla maturità 2026 segue criteri precisi stabiliti dall’articolo 13 del D.Lgs. 62/2017, modificato dalla Legge 150/2024. La regola generale richiede almeno sei decimi in ogni disciplina e nel comportamento, oltre al rispetto dei requisiti di frequenza, partecipazione alle prove Invalsi e completamento delle attività di formazione scuola-lavoro secondo le disposizioni annuali.
Esiste però una deroga importante: il Consiglio di classe può deliberare l’ammissione anche in presenza di un voto inferiore a sei in una disciplina o in un gruppo di discipline, purché la decisione sia adeguatamente motivata e verbalizzata. Questa possibilità non è automatica e deve fondarsi sul quadro complessivo dello studente, valutando il percorso formativo, l’impegno dimostrato e la capacità concreta di affrontare l’esame conclusivo.
Il ruolo del consiglio di classe con media inferiore a sei
La presenza di una media complessiva inferiore a sei non impedisce automaticamente l’ammissione all’esame di maturità. Se l’insufficienza riguarda una singola disciplina, il Consiglio di classe può deliberare l’accesso alla prova finale, assumendosi la responsabilità della scelta con motivazione documentata. Le tabelle del credito scolastico confermano questa possibilità, includendo la fascia M<6 per il quinto anno nei casi di ammissione motivata.
Lo studente con un quattro in matematica può quindi essere ammesso, ma solo se il Consiglio ritiene, sulla base del percorso formativo complessivo, dell’impegno dimostrato e della capacità di sostenere l’esame, che la partecipazione alla prova conclusiva sia giustificata. La decisione deve essere verbalizzata in sede di scrutinio finale e fondata su elementi concreti del percorso scolastico.
È fondamentale distinguere tra media aritmetica e valutazione collegiale: il sei in tutte le materie resta il requisito ordinario, ma la deroga è ammessa quando la situazione complessiva dello studente viene ritenuta compatibile con l’accesso all’esame, senza automatismi né garanzie preventive.
Il voto di comportamento e l’impatto sul colloquio
La normativa sull’ammissione alla maturità stabilisce che il voto di comportamento deve essere almeno pari a sei decimi. Questa soglia rappresenta un requisito minimo non derogabile per accedere all’esame di Stato. Tuttavia, quando il Consiglio di classe attribuisce esattamente il voto di sei, scatta un meccanismo integrativo che coinvolge direttamente la prova orale.
Lo studente con sei in condotta è tenuto a preparare un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, che dovrà essere discusso durante il colloquio conclusivo. Questo documento rappresenta un momento di riflessione personale sul percorso formativo e sul proprio ruolo nella comunità scolastica e sociale.
L’elaborato non è una semplice formalità: il suo contenuto entra a pieno titolo nella valutazione complessiva del colloquio, rafforzando la dimensione educativa dell’esame. La commissione valuterà la capacità dello studente di argomentare in modo critico temi legati alla responsabilità civile e alla partecipazione democratica, elementi che completano il profilo delle competenze acquisite durante il secondo ciclo di istruzione.
Le indicazioni operative per gli studenti dell’ultimo anno
Per essere ammessi alla maturità 2026, gli studenti devono rispettare tre requisiti fondamentali: aver frequentato almeno tre quarti dell’orario annuale previsto, aver sostenuto le prove Invalsi e aver completato le attività di formazione scuola-lavoro stabilite dal piano dell’offerta formativa. Questi elementi costituiscono la base imprescindibile per accedere all’esame conclusivo del secondo ciclo.
Un’insufficienza singola può non impedire l’accesso alla maturità, ma solo se il Consiglio di classe valuta positivamente il percorso complessivo dello studente. La decisione non è automatica: il Consiglio deve motivare chiaramente la scelta in sede di scrutinio finale, considerando l’impegno dimostrato, la crescita formativa e la capacità effettiva di affrontare l’esame. La presenza della fascia M<6 nelle tabelle del credito scolastico conferma che l’ammissione con media insufficiente è prevista dalla normativa, ma rappresenta un’eccezione da valutare caso per caso.