Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso i dati ufficiali sugli esiti degli esami di Maturità per l’anno scolastico 2025/2026, offrendo un quadro complessivo degli scrutini finali e delle prove conclusive. Quest’anno è stato ammesso alla prova finale il 96,7% dei candidati scrutinati, confermando l’elevato tasso di accesso all’esame.
Tra coloro che hanno sostenuto le prove, il 99,8% ha conseguito il diploma, un valore che resta invariato rispetto all’anno precedente.
A livello nazionale, 14.123 studenti hanno raggiunto il riconoscimento di 100 e lode, testimoniando il valore simbolico che questo traguardo continua a rappresentare nel percorso scolastico italiano. Questi numeri costituiscono un riferimento importante per maturandi e famiglie, fornendo una fotografia chiara della distribuzione delle eccellenze sul territorio e tra i diversi indirizzi di studio.
Il primato del sud e il divario territoriale sulle lodi
La Campania guida la classifica nazionale delle eccellenze con 3.018 studenti che hanno ottenuto 100 e lode, confermandosi come la regione più prolifica in termini assoluti. Seguono la Puglia con 2.104 lodi e la Sicilia con 1.928, consolidando il primato del Mezzogiorno nella produzione di risultati d’eccellenza alla Maturità.
Le percentuali rafforzano ulteriormente questo quadro: Puglia e Calabria registrano entrambe il 6,1% di diplomati con lode, il tasso più elevato d’Italia. Il confronto con le regioni settentrionali evidenzia una distribuzione sensibilmente diversa: la Lombardia si ferma all’1,0% di lodi, mentre il 32,7% dei maturandi lombardi consegue un voto compreso tra 61 e 70.
Anche Piemonte (1,6% di lodi) e Veneto (1,4%) mostrano una maggiore concentrazione nelle fasce intermedie rispetto al Sud, riflettendo criteri di valutazione meno sbilanciati verso l’alto o una selettività più marcata nel percorso scolastico.
Le differenze di rendimento tra licei, tecnici e professionali
I licei si confermano gli istituti con le performance più elevate agli esami di maturità. Il 4,3% dei liceali ha ottenuto la lode e il 6,9% ha conseguito il voto 100, consolidando la posizione di questi indirizzi come riferimento per l’eccellenza scolastica.
Negli istituti tecnici i risultati mostrano una maggiore eterogeneità: le lodi scendono all’1,6% dei diplomati, evidenziando una distribuzione dei voti più equilibrata rispetto ai licei.
La situazione cambia ulteriormente negli istituti professionali, dove appena lo 0,7% degli studenti raggiunge il massimo riconoscimento con lode. In questi istituti prevale una concentrazione nelle fasce di voto intermedie: il 33,5% dei diplomati si attesta tra 61 e 70, mentre il 31,5% nella fascia 71-80, configurando un profilo di valutazione nettamente diverso rispetto agli altri ordini scolastici.
Il liceo classico e gli indirizzi con performance estreme
Il liceo classico domina la classifica degli indirizzi per eccellenza: l’8,0% degli studenti ha conseguito la lode e il 10,1% ha ottenuto il voto 100, confermandosi il percorso formativo con le valutazioni più elevate. Risultati brillanti si registrano anche nei licei internazionali, dove il 6,0% dei diplomati ha raggiunto la lode, e nello scientifico, con il 6,1% di lodi.
All’opposto, il liceo scientifico a indirizzo sportivo mostra performance decisamente più contenute: solo lo 0,6% dei candidati ha ottenuto la lode, mentre la maggioranza, pari al 37,8%, si è attestata sulla fascia di voto 61-70. Analoga situazione negli istituti professionali di nuovo ordinamento, dove le lodi raggiungono appena lo 0,6% e il 6,0% dei diplomati ha conseguito il voto minimo di 60.
Le tendenze 2026 vs 2025 e l’impatto del nuovo bonus
La percentuale di lodi è rimasta sostanzialmente stabile tra i due anni: 2,9% nel 2026 contro 2,8% nel 2025. Il dato più rilevante riguarda però i diplomati con 100, calati dal 7,1% dello scorso anno al 5,3% attuale.
La flessione può essere collegata alle modifiche normative introdotte dalla Legge 30 ottobre 2025, n. 164. La nuova cornice riduce a 3 i punti bonus assegnabili, riservandoli solo a chi raggiunge almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico, prove scritte e colloquio orale.
Nel 2025, l’O.M. n. 67/2025 permetteva invece di attribuire fino a 5 punti bonus con una soglia d’accesso inferiore: 80 punti totali, derivanti da almeno 30 di credito e 50 nelle prove d’esame. Il restringimento della soglia e la riduzione dei punti aggiuntivi rendono più difficile raggiungere il punteggio pieno, condizionando di fatto la distribuzione finale dei voti.
La carta del merito: benefici e platea potenziale
I diplomati con 100 e 100 e lode possono accedere alla Carta del Merito, che eroga 500 euro destinati a riconoscere l’eccellenza scolastica. La riduzione del numero di studenti che hanno raggiunto il punteggio pieno rispetto all’anno precedente restringe la platea di beneficiari del sostegno economico.
Meno voti massimi significano infatti minori accessi non solo alla Carta, ma anche a borse di studio e agevolazioni sulle tasse universitarie legate al rendimento scolastico, con ricadute tangibili sulle famiglie e sulle opportunità formative degli studenti meritevoli.