L’esame di Stato 2026 si avvicina e i numeri ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, elaborati da Skuola.net, evidenziano un fenomeno significativo: quasi un liceale su dieci non raggiunge il traguardo della commissione d’esame. Sul totale di 527.607 candidati alla maturità, i ragazzi provenienti dai licei sono 273.854, pari al 51,9% del totale.
Una quota consistente di studenti resta indietro lungo il percorso quinquennale, senza arrivare a sedersi davanti alla commissione. Il dato fotografa una dispersione rilevante proprio nell’indirizzo di studi tradizionalmente considerato più lineare e selettivo. Il fenomeno coinvolge migliaia di ragazzi che, partiti dal liceo in prima superiore, per ragioni diverse non completano il ciclo scolastico nei tempi previsti o abbandonano del tutto.
La flessione della licealizzazione e i numeri 2026
I licei continuano a rappresentare la scelta maggioritaria tra i candidati alla maturità 2026, ma il loro peso relativo si è ridotto in modo significativo. Dei 527.607 studenti ammessi all’esame, 273.854 provengono da un percorso liceale, pari al 51,9% del totale. Un dato che segna una flessione netta rispetto a cinque anni fa, quando il 57,8% degli studenti in uscita dalle medie optava per il liceo.
Il calo di 5,9 punti percentuali documenta un rallentamento del fenomeno della licealizzazione che aveva caratterizzato le scelte scolastiche italiane negli anni precedenti. La preferenza verso gli indirizzi liceali resta forte, ma non più così dominante come in passato.
I numeri fotografano un equilibrio diverso tra i percorsi formativi, con una redistribuzione delle iscrizioni verso altre tipologie di istituti superiori.
Gli istituti tecnici e professionali: l’avanzata nelle candidature
Mentre i licei registrano una flessione, gli altri indirizzi guadagnano terreno tra i candidati alla maturità. Gli istituti tecnici passano dal 30,3% delle iscrizioni iniziali al 31,7% dei candidati all’esame, con un incremento di 1,4 punti percentuali. La crescita più significativa riguarda però gli istituti professionali, che salgono dall’11,9% al 16,4%, con un balzo di 4,5 punti.
Questi numeri riflettono un cambiamento nelle scelte di ragazzi e famiglie, sempre più orientati verso percorsi che offrono sbocchi lavorativi concreti e immediati. L’avanzata di tecnici e professionali ridisegna l’equilibrio complessivo dei candidati, segnalando un’attenzione crescente verso competenze professionalizzanti e verso percorsi formativi che favoriscono l’ingresso nel mondo del lavoro al termine del ciclo di studi.
Le cause indicate dallo studio e la fonte dei dati
Skuola.net individua diversi fattori per spiegare il divario tra iscritti e candidati alla maturità 2026. Una parte degli studenti partiti dal liceo ha cambiato strada, orientandosi verso istituti tecnici o professionali. Altre situazioni pesano sul mancato arrivo all’esame: ritardi accumulati nel percorso scolastico, bocciature durante i cinque anni e abbandoni prima del diploma.
Si tratta di condizioni diverse che producono lo stesso risultato: molti ragazzi non raggiungono il traguardo finale. Lo studio si basa sui dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, garantendo affidabilità nell’analisi del fenomeno.