Maturità 2026, toto-tracce tra D'Annunzio e Pirandello: obbligo di colloquio e nuove commissioni

Maturità 2026, toto-tracce tra D'Annunzio e Pirandello: obbligo di colloquio e nuove commissioni

L'esame di maturità 2026 inizia il 18 giugno con novità importanti: commissioni ridotte, colloquio obbligatorio e bonus da 90 punti.
Maturità 2026, toto-tracce tra D'Annunzio e Pirandello: obbligo di colloquio e nuove commissioni

L’esame di maturità 2026 prenderà il via il 18 giugno e, come ogni primavera, sono già iniziate le scommesse sulle tracce della prima prova. Il portale Skuola.net ha realizzato una rilevazione coinvolgendo 600 maturandi per mappare attese, timori e previsioni dei candidati.

Dal sondaggio emerge un quadro composito: accanto alla predilezione per i grandi classici della letteratura italiana, quasi 9 studenti su 10 dichiarano di sentirsi pronti psicologicamente ad affrontare anche autori “a sorpresa” o poco frequentati durante l’anno scolastico, segnalando una consapevolezza crescente rispetto alla variabilità delle scelte ministeriali.

Le preferenze sugli autori: D’Annunzio e Pirandello in testa

La rilevazione mostra una netta predilezione per i grandi classici della letteratura italiana. Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello guidano le attese dei maturandi, che li indicano tra gli autori più probabili per l’analisi del testo. Accanto a loro, emergono anche Giovanni Verga e Giovanni Pascoli, confermando la centralità del canone ottocentesco e primo-novecentesco.

Nonostante Pirandello e Ungaretti siano usciti di recente – nel 2024 – gli studenti continuano a scommettere sulla loro ricomparsa, segnalando una certa persistenza nelle preferenze. Il dato evidenzia il contrasto tra le aspettative “classiche” dei candidati e la variabilità effettiva delle scelte ministeriali, che negli anni ha riservato sorprese ricorrenti.

Gli anniversari e l’educazione civica: 80 anni della Repubblica e altre ricorrenze

Sul fronte del testo argomentativo, i maturandi concentrano le proprie aspettative sugli 80 anni della Repubblica Italiana e del suffragio universale femminile, ricorrenza che si presta a collegamenti diretti con i percorsi di Educazione civica. Tra le altre date che gli studenti ritengono potenziali tracce figurano i 40 anni dal Maxi-processo contro la Mafia e i 25 anni dall’11 settembre 2001, eventi che hanno segnato profondamente la storia nazionale e internazionale.

Queste preferenze rivelano come i candidati percepiscano l’esame quale occasione per dimostrare una cittadinanza consapevole, rielaborando in forma argomentativa eventi e conquiste civili che hanno definito il quadro democratico e sociale del Paese. L’intreccio tra anniversari storici e competenze trasversali segnala l’attenzione crescente verso contenuti interdisciplinari e formativi.

L’attualità tra IA e scenari geopolitici

Tra le tracce di attualità più attese dai maturandi emerge con forza il rapporto tra giovani e Intelligenza Artificiale, tema che riflette le sfide poste dalle nuove frontiere tecnologiche nella vita quotidiana e nelle prospettive professionali della Generazione Z. Gli studenti si aspettano una riflessione critica sull’impatto dell’IA su formazione, lavoro e relazioni sociali.

Parallelamente, il clima geopolitico globale esercita un peso emotivo rilevante sulle attese: le scommesse includono riferimenti alle crisi internazionali in corso, con una preferenza marcata per temi trasversali come Pace, Futuro e Memoria. Questo doppio binario – innovazione tecnologica e scenari geopolitici – trasforma la Maturità 2026 in uno spazio vitale per elaborare le complessità del presente.

Le novità della riforma 2026: commissioni, bonus e denominazione

Il decreto legge n. 127 del 9 settembre, convertito in legge il 28 ottobre, ha ridisegnato l’assetto dell’esame di maturità. Le commissioni d’esame passano da sette a cinque membri: due interni, due esterni e un presidente esterno. Per sostenere questo cambiamento, il governo ha stanziato 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni nel 2027 destinati alla formazione dei commissari.

Modificato anche il meccanismo dei punti bonus, ora assegnabili ai candidati con un voto a partire da 90, anziché dalla soglia precedente di 97. Sul piano formale, viene ripristinata la denominazione storica di “Esame di Maturità”, abbandonando la formula “Esame di Stato”.

L’orale e le quattro discipline: obbligo e implicazioni

Il colloquio della Maturità 2026 introduce un cambiamento sostanziale: verterà su quattro discipline individuate dal Ministero con apposito decreto, atteso per le prossime settimane. La novità più rilevante riguarda l’obbligatorietà assoluta della prova orale: non sarà possibile superare l’esame senza sostenerla.

Questa misura risponde direttamente al fenomeno registrato alla Maturità 2025, quando un numero consistente di studenti ha scelto di fare scena muta per protesta durante il colloquio. L’introduzione dell’obbligo mira a garantire che tutti i candidati completino l’intero percorso d’esame, valorizzando il momento del colloquio come parte integrante e imprescindibile della valutazione finale.

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