La pandemia ci ha messo di fronte a numerosi cambiamenti, molti dei quali hanno riguardato da vicino l’ambiente scolastico.

Per far fronte ai vari problemi di logistica all’interno delle classi, non sono mancate allora le proposte. Una di queste è quella dei banchi con le rotelle, voluti dall’allora ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina. La proposta è stata ampiamente dibattuta in ambito pubblico, creando dei contrasti, delle spaccature.

I banchi a rotelle avrebbero dovuto facilitare il distanziamento sociale all’interno delle classi. Hanno avuto il successo sperato? Non proprio. In molti si sono lamentati dell’inefficienza di tali sedute mobili e, nella maggior parte dei casi, si è dimostrata una soluzione fallimentare.

La misura è andata incontro a diversi inconvenienti. Quello che salta più all’occhio ha di sicuro a che fare con la distribuzione. In alcune regioni si è infatti assistito a una diffusione poco capillare e, di conseguenza, poco efficace. L’Emilia Romagna e le Marche, per esempio, lamentano un numero del tutto insufficiente di banchi in dotazione.

Altro problema è quello dell’inutilizzo e dello spreco, perché un conto è voler cambiare, un altro conto è farlo davvero, che è ben più complicato. Spesso i banchi a rotelle sono rimasti in disuso, abbandonati da qualche parte o addirittura rottamati.

Ma, come abbiamo detto, non tutti sono della stessa opinione in merito alla questione. C’è infatti chi, al contrario dei detrattori, ha recepito la proposta dei banchi a rotelle con grande entusiasmo. Si tratta di Salvatore Giuliano, dirigente scolastico dell’istituto Majorana di Brindisi, in Puglia.

Banchi a rotelle: un esempio virtuoso

Non è stata la pandemia a portare i banchi a rotelle all’interno dell’istituto Majorana di Brindisi. Come spiega lo stesso Salvatore Giuliano, nella sua scuola già se ne faceva ampio uso prima. La pandemia ha solo facilitato l’incremento della dotazione fino al numero attuale: 1350 sedute mobili, una per studente.

Per Salvatore Giuliano i banchi a rotelle rappresentano più che altro un’occasione di innovare la didattica, che deve mettere al centro la cooperazione e la creatività. Bisogna solo saperli utilizzare al meglio. Ecco perché, andando in una direzione opposta rispetto ai molti colleghi che cercano di liberarsene, lui si impegna invece a recuperarli e riciclarli per il proprio istituto.

Non bisogna scordarsi, però, che i banchi non fanno la differenza. Secondo Salvatore Giuliano, sono più che altro uno strumento utile, ma che comunque non deve far perdere di vista l’essenziale. Per fare la differenza bisogna puntare innanzitutto sulle persone, e quindi sugli studenti e sugli insegnanti, vera anima della scuola.