Non è la prima volta che un lavoratore, mettendosi in malattia e presupponendosi, quindi, che non stia bene e non faccia altro che passare il tempo in casa – magari a letto – per riprendersi, venga beccato a fare altro. Se un dipendente è in stato di malattia ma viene poi scoperto a svolgere attività diverse da quelle legate alla sua condizione di salute, ciò può avere diverse conseguenze anche poco piacevoli. Ed è quello che, presumibilmente, succederà a un docente di una scuola del centro Italia. Ma cosa stava facendo, e quali saranno le conseguenze per il professore?

Docente in malattia produceva abusivamente dolci natalizi

Il docente protagonista di questa vicenda è stato colto in flagrante dalle forze dell’ordine nel corso di controlli sulla produzione di dolciumi tipici delle festività natalizie. Controlli nell’ambito dei quali i carabinieri del Nas di Reggio Calabria e i militari della Stazione di Seminara “hanno sequestrato 140 chili di prodotti privi dei requisiti di tracciabilità e preparati in ambiente sprovvisto di autorizzazione”. Questo era un locale che in passato era stato un bar, ma che da almeno un paio di anni era abbandonato.

In generale, falsificare o ingannare il proprio datore di lavoro riguardo alla propria condizione di salute è considerato un comportamento scorretto che può comportare sanzioni disciplinari. Nel caso di un dipendente pubblico, poi, è possibile anche che vengano avviate procedure per licenziamento o per la revoca delle indennità di malattia. In questo caso, oltre ad aver ingannato la scuola, il docente avrebbe anche infranto la legge. I dolci natalizi preparati nel suddetto locale, venivano successivamente commercializzati nel territorio di Reggio Calabria, perfino sponsorizzati sui social.

Il docente era a capo dell’attività

Ciò che si è scoperto è che a capo dell’attività era proprio il docente mentre era in malattia. L’uomo sfruttava i giorni in cui ipoteticamente sarebbe dovuto rimanere in casa,  per dedicarsi a questa pratica illecita. Il tutto mentre usufruiva della malattia e della retribuzione da parte dall’istituto scolastico di cui è regolarmente dipendente.

Ovviamente, lo stesso docente aveva prodotto opportuni (e falsi) certificati per comprovare le gravi patologie che gli avrebbero dato il diritto di rimanere a casa. Una volta appurato lo stato dei fatti, le forze dell’ordine hanno interrotto l’attività di produzione e predisposto la distruzione delle sostanze alimentari sequestrate.

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