Tablet e pc in comodato d’uso per la DAD: il caso

Durante l’emergenza sanitaria molte famiglie si sono trovate catapultate in mondo completamente diverso. Per il settore scolastico è nata la DAD, con lezioni svolte esclusivamente online a distanza. Una situazione non facile per alcuni, soprattutto per chi non aveva i mezzi a disposizione giusti a casa o per chi aveva difficoltà economiche. Senza dimenticare anche mamma e papà con più di un figlio e magari un solo computer a disposizione da dover dividere tra DAD e smartworking. Per questo motivo in data 2 novembre 2020, con l’arrivo della seconda ondata, il Ministro Azzolina, ha firmato un decreto per destinare 85 milioni di euro all’acquisto di oltre 200.000 dispositivi e più 100.000 connessioni per potenziare la didattica digitale integrata. Questi dispositivi sono stati dati in comodato d’uso gratuito agli studenti bisognosi e andavano restituiti una volta terminata l’emergenza sanitaria. Così però non sembra essere accaduto. Scopriamo insieme dove!

Tablet e pc in comodato d'uso mai restituiti: cos'è successo dopo la DAD

Tablet e pc in comodato d’uso per la DAD mai restituiti: dove è successo

I carabinieri della compagnia di Pozzuoli, con la collaborazione degli istituti scolastici dell’area flegrea, hanno monitorato le famiglie e le scuole, scoprendo che almeno 75 apparecchi elettronici non sono tornati negli istituti. Denunciati ben 151 genitori per gli 88 minori che non sono stati sensibilizzati all’obbligo di frequenza. In realtà per quanto riguarda il comodato d’uso non era poi così complicato risalire alle famiglie incriminate, in quanto ogni dispositivo assegnato è riconducibile all’alunno comodatario grazie all’indicazione del relativo numero d’inventario. Lo studente era tenuto conservare con cura lo strumento tecnologico e a restituirlo in buone condizioni, pagando anche le spese per eventuali danni.

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Tablet e pc in comodato d’uso per la DAD: cosa accadrà in futuro

Solo qualche giorno fa vi abbiamo parlato del caso dell’istituto Mazzini Modugno di Bari che introdurrà l’obbligo di lezione solo ed esclusivamente con l’ipad. Come già detto in precedenza, non tutti possono permettersi l’acquisto di un iPad di ultima generazione che può andare da un minimo di 400 euro ad un massimo di 800 euro. Per questo motivo la dirigente Maria Dentamaro ha trovato una soluzione: “Abbiamo un parco macchine che è in grado di andare incontro a chi ha bisogno. Abbiamo una graduatoria, su base Isee, per dare in comodato d’uso gli iPad alle famiglie che hanno difficoltà economiche o a quelle numerose“.

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