All’università di Torino, così come sta avvenendo in molte altre – sia in Italia che all’Estero – è stato tenuto un corso particolare. Il suo titolo? “La trap come fenomeno sociale e linguistico”. Il corso, come si può dedurre, ha (avuto) lo scopo di analizzare i testi delle canzoni su un piano razionale, al fine di riscontrare quello che è effettivamente il ruolo svolto dagli artisti nella società, il modo ed il messaggio che attraverso i loro brani – o, meglio, le loro rime – vogliono trasmettere. Insomma, niente di strano. Anzi, forse, un tentativo lodevole da parte dei professori nel tentare di dare un significato a testi di 883, Sfera Ebbasta, & Co.

All’Università di Torino lezione sul trap

Non è raro, dicevamo, che presso diverse Università vengano indetti dei corsi nei quali gli studenti apprendono i concetti con collegamenti ai testi delle canzoni popolari e ai video musicali. Accade, così, che brani selezionati vengono studiati dallo studente di turno, che ne analizza i problemi, la connessione ai concetti del corso e l’impatto personale e sociale dei testi presentati.

La cosa se vogliamo divertente, però, è vedere grandi esperti della lingua italiana, in questo caso un accademico della Crusca, tentare di dare un significato razionale a frasi che di logico magari hanno poco, e che sono state scritte sulla scia di un’ispirazione non certo dettata dalla voglia di trasmettere un credo o una verità assoluta. Questo è venuto fuori dal video, postato da una studentessa su Tik Tok, nel quale è diventata virale l’analisi di un Accademico della Crusca. Il breve video postato da Lucia Posa, questo il suo nome, in poche ore ha registrando migliaia di views.

Lezione sul trap diventa virale su Tik Tok

Il testo è considerato come una sorta di informazione non strutturata, difficile da elaborare automaticamente. Da qui il fondamento del corso, le cui nozioni possono essere applicate al fine di creare una rappresentazione più strutturata di un brano, rendendone il contenuto più accessibile a chi lo desidera.

Lucia, ha poi spiegato commentando le immagini che ha postato,

“Io ho inserito le parti più simpatiche: gli adulti che non appartengono alla nostra generazione si impegnano così tanto per capire i nostri linguaggi e la musica che ascoltiamo. Il risultato? Un effetto un po’ grottesco perché cercano di analizzare tutto in maniera razionale, con gli strumenti a loro disposizione, ovvero l’analisi testuale. Ma i testi a volte non hanno una grandissima base razionale ma sono frutto di leggerezza. Io comunque ho apprezzato moltissimo il convegno”.

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