IUPALS, 72 studenti palestinesi arrivano in Italia: il programma raggiunge 229 evacuati da Gaza

IUPALS, 72 studenti palestinesi arrivano in Italia: il programma raggiunge 229 evacuati da Gaza

Il 12 maggio 2026 altri 72 studenti palestinesi sono arrivati negli atenei italiani attraverso il programma IUPALS. Il totale degli evacuati dalla Striscia di Gaza sale a 229 dal settembre 2025.
IUPALS, 72 studenti palestinesi arrivano in Italia: il programma raggiunge 229 evacuati da Gaza

Il 12 maggio 2026 cinquantanove studenti universitari palestinesi sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino, dove sono stati accolti dal vicepremier Antonio Tajani e dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini. Nella stessa giornata altri tredici giovani hanno raggiunto Milano, portando a 72 il totale della tranche.

Dal settembre 2025, quando il programma è entrato in funzione, il numero complessivo di studenti evacuati dalla Striscia di Gaza e inseriti negli atenei italiani raggiunge quota 229.

Tra gli arrivi figurano futuri medici, farmacisti e ingegneri, molti dei quali separati dalle famiglie per mesi o anni a causa dei bombardamenti. Due sorelle si sono ritrovate a Fiumicino dopo due anni di distanza: una studiava già alla Sapienza, l’altra è stata accolta dall’Università di Cagliari.

Uno degli studenti ha dichiarato di sentirsi «rinato» dopo l’atterraggio. Tajani ha descritto i giovani come «il futuro della Palestina» e ha sottolineato che l’educazione è «cruciale» per la ricostruzione del paese.

Il programma IUPALS e la distribuzione negli atenei

Il programma IUPALS (Italian Universities for Palestinian Students) è promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane insieme al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero dell’Università e della Ricerca. Gli studenti palestinesi vengono distribuiti in una rete di ventuno atenei pubblici italiani: tra questi figurano La Sapienza e Tor Vergata a Roma, l’Alma Mater di Bologna, l’Università Statale di Milano, la Bocconi, la Federico II di Napoli, e le Università di Parma, Trieste, Palermo, Sassari e Cagliari. Due studenti sono stati indirizzati all’Università della Repubblica di San Marino.

Il programma prevede borse di studio complete e sistemazione alloggiativa per tutta la durata del percorso accademico, garantendo sostegno economico e logistico continuativo. Non è stato dichiarato un numero massimo di studenti ammissibili, confermando l’apertura dell’iniziativa a nuovi ingressi compatibilmente con le capacità di accoglienza della rete.

La strategia italiana per un ateneo a Gaza

Anna Maria Bernini ha illustrato un piano strutturale che oltrepassa l’accoglienza temporanea. Con il sostegno operativo della Protezione Civile, l’Italia intende costruire un ateneo nella Striscia di Gaza per formare una comunità scientifica «libera, autonoma e aperta al mondo».

Il progetto prevede il rientro coordinato degli studenti accolti nelle università italiane insieme a ricercatori, docenti e tecnici, per avviare attività didattiche e di ricerca direttamente sul territorio palestinese. La ministra ha aggiunto di voler imparare l’arabo «per prepararsi» a un futuro viaggio in Palestina, sottolineando l’impegno personale verso l’iniziativa.

Il comunicato del Ministero degli Affari Esteri dell’11 maggio 2026 conferma il totale di 229 studenti evacuati dalla Striscia dall’avvio dei corridoi universitari a settembre 2025. L’ultima tranche ha attraversato il valico di Kerem Shalom prima dell’arrivo in Italia.

Le prospettive di rientro e formazione

La formazione offerta dagli atenei italiani è concepita come preparazione al rientro in Palestina, non come emigrazione definitiva. Il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dell’Università e della Ricerca hanno ribadito che l’obiettivo finale è sviluppare le competenze necessarie alla ricostruzione della comunità scientifica nella Striscia di Gaza.

I 229 studenti accolti da settembre 2025 stanno completando percorsi accademici in medicina, farmacia e ingegneria, discipline considerate strategiche per il rilancio delle infrastrutture sanitarie, produttive e tecnologiche. Al termine degli studi gli studenti rientreranno accompagnati da ricercatori, docenti e tecnici formati in Italia, contribuendo alla costruzione dell’ateneo previsto nel piano del governo.

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