Rapporto Università 2026: Sapienza e Bologna in vetta, ecco la classifica IQA

Rapporto Università 2026: Sapienza e Bologna in vetta, ecco la classifica IQA

Presentato il Rapporto Università 2026 con l'indice IQA che misura l'attrattività degli atenei italiani. Sapienza e Bologna guidano tra i grandi atenei con 83 punti.

Domani, agli Studios di Cinecittà a Roma, prende il via la diciottesima edizione dello Young International Forum, il salone internazionale dell’orientamento organizzato dalla Fondazione Italia Education in collaborazione con il Corriere Università. L’edizione 2026 introduce una novità rilevante per chi deve scegliere dove studiare: il Rapporto Università 2026, basato sull’indice IQA (indice qualitativo di attrattività), che misura l’attrattività degli atenei italiani attraverso una serie di parametri oggettivi.

Lo strumento, presentato dal professor Stefano Ubertini, presidente del comitato scientifico della Fondazione, classifica le università per popolazione studentesca, distinguendo tra grandi, medi e piccoli atenei. L’obiettivo è offrire a scuole, famiglie e addetti ai lavori informazioni concrete per orientarsi nella scelta di corsi di laurea e sedi universitarie.

Il forum si arricchisce quest’anno anche di incontri con i segretari di partito, una risposta al dato demografico: oltre 2 milioni di giovani nati tra il 2005 e il 2008 voteranno per la prima volta nel 2027, e l’iniziativa vuole avvicinarli alla politica in un contesto di crescente astensionismo giovanile.

Le classifiche per ateneo: grandi, medi, piccoli, politecnici e private

Il Rapporto Università 2026 articola i risultati del nuovo indice IQA suddividendo gli atenei in base alla popolazione studentesca, offrendo così parametri differenziati per orientare la scelta in funzione delle dimensioni dell’istituzione.

Tra i grandi atenei, Sapienza di Roma e Università di Bologna condividono la vetta con un IQA di 83 punti, attestandosi come poli di maggiore attrattività nella categoria che raccoglie le realtà con il bacino studentesco più ampio. Nella fascia degli atenei di medie dimensioni primeggia l’Università di Pavia, che conquista il primo posto con un IQA di 76 punti, confermandosi punto di riferimento per chi cerca un contesto meno affollato ma comunque competitivo.

Tra gli atenei di piccole dimensioni si distingue il Piemonte Orientale, che guida la classifica con 73 punti IQA, rappresentando un’opzione valida per chi privilegia ambienti formativi più raccolti e prossimità con i docenti. Il Politecnico di Milano detiene la leadership tra i politecnici con 73 punti IQA, mentre la Bocconi si posiziona al vertice delle università private e non statali con lo stesso punteggio.

La segmentazione per categoria consente agli studenti di confrontare realtà omogenee per dimensioni e vocazione, facilitando una valutazione più mirata rispetto alle proprie esigenze formative e al tipo di esperienza universitaria desiderata.

Le città universitarie più attrattive: la lettura territoriale dell’IQA

L’indice IQA non misura soltanto il rendimento degli atenei, ma offre anche una lettura territoriale che può divergere dalla classifica accademica. Pavia, Padova e Bologna emergono come le città più attrattive per vivere l’esperienza universitaria, a prescindere dal ranking del singolo ateneo.

Roma si posiziona terza tra i centri sopra i 500 mila abitanti, confermando che dimensione urbana e qualità della vita studentesca non sempre coincidono con il primato accademico. Nel Mezzogiorno spicca Bari, terza tra le città con popolazione tra 250 e 500 mila abitanti, mentre Napoli e Palermo registrano posizioni più arretrate.

Le opportunità di orientamento: workshop, panel e incontri in agenda

Il programma dello Young International Forum si articola su tre giornate con workshop e panel dedicati alla formazione e al lavoro.

Il 15 ottobre i laboratori “Dal CV al colloquio di lavoro” e “Quali sono i canali più efficaci per la ricerca di un lavoro?” accompagnano i ragazzi nell’ingresso nel mondo professionale. Il panel “Che lavoro fa il futuro?” mette in relazione i percorsi universitari con le professioni della transizione ambientale, con la partecipazione di Marco Mele e Giuseppe Moles.

Il 16 ottobre spazio alla formazione creativa con il panel dedicato al sistema AFAM: Roberto Antonello per i Conservatori, Umberto De Paola per le Accademie di Belle Arti, Anna Maria Galeotti per l’Accademia Nazionale di Danza e Tommaso Salvatori per gli ISIA affrontano i percorsi dalla musica alle arti visive, dal design alla danza e al teatro.

Il 14 ottobre “I mestieri del cinema e l’esperienza del cortometraggio” presenta il bando di “24 Frame al Secondo” con Francesco Romanelli, Leandro Ianniello, Luca Valdiserri e Laura Aluisi.

Il dialogo su relazioni e benessere prende forma con “Sesso e affettività: parliamone senza tabù” (15 ottobre) con la ginecologa Monica Calcagni e il giornalista Rai Emiliano Errico, e con “Ma chi l’ha detto che devi essere perfetto?” (16 ottobre) che porta Psicologa Cruda, Beatrice Ferraresi e Lorenzo Marinone a confrontarsi su aspettative, social e libertà.

Le opportunità all’estero vedono la Commissione Fulbright presentare il sistema accademico statunitense e l’Ufficio VIAVAI con il Goethe-Institut illustrare scambi culturali e corsi di lingua in Germania. Il panel “Capire il mondo che cambia” con i giornalisti Barbara Schiavulli e Andrea Gerli avvicina i giovani alla geopolitica. Presenti le ambasciate di Spagna, Francia, Giappone e Svezia.

Gli incontri “Il mio primo voto” con Carlo Calenda e Nicola Fratoianni coinvolgono i ragazzi nel dibattito politico.

L’accesso al forum: prenotazioni e pubblico di riferimento

L’ingresso allo Young International Forum è gratuito e aperto su prenotazione. L’iniziativa è pensata per rispondere alle esigenze di studenti che devono scegliere il percorso universitario, ma anche di famiglie e addetti ai lavori interessati a confrontarsi con dati aggiornati e strumenti di orientamento.

Il forum si conferma un’opportunità concreta per valutare corsi, città e sbocchi professionali.

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