Durante il question time alla Camera del 6 maggio, il ministro Giuseppe Valditara ha illustrato l’andamento delle iscrizioni al percorso 4+2: da circa 11.000 studenti nel 2020 si è arrivati a 40.854 iscritti attuali, superando ampiamente il target di 22.000 fissato.
L’incremento riguarda soprattutto i nuovi immatricolati: gli iscritti al primo anno sono passati da 17.135 nell’anno accademico 2023/24 a 20.484 nel 2024/25, per poi raggiungere 21.326 nel 2025/26. “Confermano un andamento di crescita costante e strutturale”, ha sottolineato Valditara.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha reso possibile l’attivazione di 1.422 percorsi formativi e 18.491 attività di orientamento, coinvolgendo oltre 126.000 studenti. Sono state inoltre erogate 4.700 borse di studio e realizzati 1.662 laboratori attrezzati.
Questi dati documentano un’espansione quantitativa dell’offerta formativa sostenuta da risorse pubbliche destinate a rafforzare il collegamento tra istruzione tecnica superiore e sistema produttivo.
Le linee della riforma 4+2
La riforma 4+2 punta a rafforzare il raccordo tra formazione e lavoro attraverso la creazione di campus intesi come reti integrate, finalizzate alla costruzione di sistemi di eccellenza territoriale. L’obiettivo dichiarato da Valditara è ambizioso: “Prevediamo, entro un quinquennio, di arrivare a circa 100.000 iscritti al sistema del ‘4+2′”.
Una crescita che il ministro definisce “uno straordinario successo destinato a offrire importanti opportunità occupazionali ai giovani e competitività al tessuto produttivo”.
Nelle settimane precedenti al question time, alcune regioni del Mezzogiorno — Calabria e Campania in testa — hanno registrato un vero e proprio boom di iscrizioni, segnale che la riforma sta iniziando a intercettare anche territori tradizionalmente meno coperti dall’offerta Its. Per sostenere questa espansione, sono stati stanziati 35 milioni di euro, che si aggiungono ad altre risorse già previste.
Secondo Valditara, collegare scuola e impresa rappresenta “un passo importante di innovazione”, sottolineando che “la formazione si fa anche nell’impresa” e che non bisogna “avere vergogna” di dirlo.
Gli Its Academy
Valditara ha sottolineato il forte radicamento degli Its Academy nel tessuto produttivo: oltre il 72% dei docenti proviene dal mondo delle imprese, garantendo un approccio didattico direttamente collegato alle esigenze del mercato. Il ministro ha evidenziato anche i risultati occupazionali: il tasso di occupazione supera l’80%, confermando l’efficacia del modello formativo.
Sul fronte della sostenibilità finanziaria, Valditara ha assicurato che “il Ministero sta già provvedendo a garantire la continuità”. L’ultima Legge di Bilancio ha previsto uno stanziamento a cui si aggiungerà una quota di finanziamento per ciascuna regione.
Ha inoltre ricordato che “con un recente intervento normativo è previsto che gli Its abbiano fondi mettendo a disposizione i propri laboratori al di fuori del loro orario”, aprendo così canali aggiuntivi di autofinanziamento.
La svolta culturale e il dibattito
Il ministro Valditara definisce il collegamento tra scuola e impresa “un passo importante di innovazione” e rivendica la legittimità di una “formazione che si fa anche nell’impresa”. Secondo il titolare del dicastero, si tratta di “una svolta culturale importante che non è ancora capita da qualcuno”, con esplicito riferimento a “qualche forza politica e soprattutto a qualche sindacato”.
Valditara respinge le accuse di chi sostiene che il 4+2 sia “un modo per far sfruttare dagli imprenditori i nostri studenti”, definendole “quanto di più lontano dalla realtà”.
Lo scorso anno i dati confermarono un’inversione di tendenza: le iscrizioni crebbero del 230% rispetto al 2023, triplicarono gli iscritti al primo anno e si registrò un incremento del 51% degli istituti superiori aderenti al progetto.