L’interrogazione a risposta immediata presentata alla Camera da Fabrizio Benzoni di Azione, insieme ad altri deputati del gruppo, ha posto al ministro della Salute la questione della cronica insufficienza di personale e risorse nei servizi territoriali di salute mentale. L’atto ispettivo evidenzia come questa carenza produca ricadute dirette sulla continuità assistenziale, compromettendo l’accesso tempestivo alle cure.
I parlamentari hanno richiamato le valutazioni della Società italiana di psichiatria e del Collegio nazionale dei direttori dei dipartimenti di salute mentale, che segnalano liste d’attesa lunghe e difficoltà strutturali nell’erogazione dei servizi.
Secondo i firmatari, il benessere psicologico deve essere riconosciuto come “un diritto fondamentale” e occorre garantire “livelli uniformi di assistenza” su tutto il territorio nazionale. Per questo motivo l’interrogazione chiede al Governo di adottare interventi strutturali capaci di superare le disomogeneità territoriali e assicurare percorsi di cura continuativi ed efficaci.
La scuola come presidio: individuazione precoce e integrazione con i servizi
L’interrogazione riserva un’attenzione particolare ai giovani, considerati la categoria più esposta alle conseguenze delle carenze del sistema. I deputati sottolineano che la scuola deve assumere il ruolo di “presidio fondamentale” per l’individuazione precoce delle situazioni di fragilità psicologica, creando un raccordo efficace con i servizi territoriali di salute mentale.
Secondo i firmatari dell’atto ispettivo, l’integrazione tra istituti scolastici e centri di salute mentale rappresenta una priorità strategica per garantire continuità nei percorsi di supporto. La diagnosi tempestiva e l’avvio immediato di interventi mirati richiedono una collaborazione strutturale tra mondo della scuola e servizi sanitari, superando le attuali frammentazioni organizzative e le liste d’attesa che compromettono l’efficacia degli interventi.
Il servizio “AscoltaMi”: cinque colloqui e i limiti evidenziati
Il Ministero dell’istruzione e del merito ha attivato nel maggio 2026 il servizio “AscoltaMi”, rivolto a studenti in condizioni di vulnerabilità. La misura prevede un voucher che dà accesso a cinque colloqui di supporto psicologico, mirati a offrire un primo livello di ascolto e accompagnamento.
Nell’atto ispettivo presentato alla Camera, i deputati di Azione esprimono riserve sulla struttura del servizio. Secondo i firmatari dell’interrogazione, la limitazione a sole cinque sedute e la platea ristretta di destinatari non garantirebbero “un percorso terapeutico efficace”, necessario per affrontare situazioni di disagio che richiedono continuità di cura.
I parlamentari sottolineano inoltre i ritardi nell’attuazione del fondo destinato al progetto, fattore che avrebbe rallentato l’operatività concreta della misura. Le critiche si concentrano sulla discrepanza tra l’esigenza di interventi strutturali e stabili e una risposta considerata circoscritta sia nei numeri che nella durata, sollevando il tema della reale capacità del servizio di intercettare e sostenere nel tempo le fragilità psicologiche degli studenti.
La risposta del governo: priorità ai giovani e piano 2025-2030
In Aula, il ministro della Salute ha definito la salute mentale dei giovani “una priorità assoluta” per il Governo. La replica ha richiamato l’avvio del servizio AscoltaMi, rivolto agli studenti in condizioni di vulnerabilità, e ha annunciato la predisposizione del decreto attuativo relativo al Piano nazionale di azioni per la salute mentale 2025-2030, previsto dalla legge di bilancio 2026.
Il provvedimento punta a rafforzare i servizi territoriali di salute mentale e a garantire livelli di assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’organizzazione della rete dedicata, superando le disomogeneità regionali e assicurando continuità nei percorsi di cura per i giovani.