Il 9 ottobre 2026, dalle 9:30 alle 12:30, l’Aula H-Belmeloro dell’Università di Bologna ospita l’evento per la Giornata mondiale della salute mentale (che si tiene ogni 10 ottobre), promosso da Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro insieme all’Alma Mater e all’IRCCS Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna.
L’iniziativa nasce da un dato allarmante: nei primi nove mesi del 2026 le segnalazioni legate alla salute mentale ricevute da Telefono Azzurro sono quasi raddoppiate, passando da 687 a 1.286 casi, con un incremento dell’87,2%.
L’obiettivo dichiarato è rompere i tabù sul benessere psicologico e affrontare l’impatto del digitale sulla vita dei giovani. Gli studenti sono protagonisti del confronto con istituzioni ed esperti, rendendo l’incontro un’occasione per costruire risposte concrete attraverso la collaborazione tra scuola, università e sanità.
La partnership tra soggetti accademici e clinici sottolinea l’urgenza di un approccio integrato ai problemi di salute mentale, sempre più diffusi tra adolescenti e giovani adulti.
Gli studenti del liceo “Enrico Mattei” come caso studio e voce del dibattito
Protagonisti dell’evento saranno gli studenti del Liceo delle Scienze umane dell’IIS “Enrico Mattei” di San Lazzaro di Savena, che porteranno nell’Aula H-Belmeloro il risultato del lavoro di riflessione svolto in classe. I ragazzi hanno analizzato temi cruciali per la loro generazione: ansia, uso e pressione dei social media, cyberbullismo e sfide legate all’intelligenza artificiale.
Gli studenti non saranno semplici uditori, ma interlocutori attivi in un dialogo con una platea multidisciplinare composta da docenti universitari e professionisti del settore. Tra i relatori sarà presente Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, che si confronterà direttamente con le esperienze e le osservazioni emerse dal lavoro scolastico.
Questo approccio trasforma la scuola in un vero laboratorio di analisi delle criticità giovanili, dove l’esperienza diretta degli studenti diventa punto di partenza per una discussione pubblica strutturata. Il confronto tra vissuto quotidiano in classe e competenze istituzionali mira a costruire risposte concrete, valorizzando la capacità degli adolescenti di osservare e analizzare le dinamiche che influenzano il loro benessere psicologico nell’era digitale.
L’emergenza nei numeri: richieste di aiuto, età e genere
I dati del Servizio 1.96.96 documentano una trasformazione significativa: la salute mentale rappresenta oggi il primo motivo in oltre una richiesta di aiuto su tre (35,7%), in crescita rispetto al 30,1% registrato due anni fa. L’età mediana di chi si rivolge al servizio è 15 anni, con sette contatti su dieci provenienti da ragazze.
Cresce inoltre l’utilizzo di chat e messaggi come canale preferenziale, a conferma che gli adolescenti scelgono modalità di comunicazione coerenti con le proprie abitudini digitali.
Secondo Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, «la vita digitale è parte integrante della vita reale» e le pressioni sociali, l’isolamento e l’evoluzione tecnologica incidono profondamente sul benessere. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che scuola, università, istituzioni e società civile possono costruire risposte concrete unendo le forze, trasformando i numeri in orientamento per la comunità educante.