WhatsApp estende agli adolescenti gli strumenti di supervisione familiare, presentando una serie di controlli che genitori e figli potranno configurare insieme. L’intervento di Meta copre cinque aree specifiche: impostazioni della privacy, partecipazione ai gruppi, fruizione dei Canali, pubblicazione e visibilità dello Stato, accesso a Meta AI.
La supervisione è facoltativa e può essere attivata, modificata o disattivata in qualsiasi momento da ciascuna famiglia.
Il sistema introduce una supervisione selettiva: maggiore controllo sulle impostazioni e sulle funzioni pubbliche dell’account, ma nessun accesso ai contenuti delle conversazioni private. Messaggi e chiamate restano protetti dalla crittografia end-to-end e rimangono accessibili soltanto ai partecipanti alla comunicazione.
I genitori non potranno dunque leggere le chat dei figli né ascoltare le loro chiamate. La novità segue il lancio degli account supervisionati per i minori di tredici anni, introdotto da WhatsApp a marzo, e rappresenta un’estensione della strategia di Meta verso fasce d’età più alte.
La gestione della privacy e il PIN di approvazione
Genitori e figli adolescenti configurano insieme le impostazioni di privacy, decidendo chi può visualizzare l’immagine del profilo e chi ha la facoltà di aggiungere l’account ai gruppi. Queste scelte iniziali definiscono il livello di protezione concordato.
Se successivamente il ragazzo desidera rendere meno restrittiva una delle opzioni supervisionate, il sistema richiede l’autorizzazione esplicita dei genitori. L’approvazione avviene tramite un PIN definito dai genitori stessi al momento dell’attivazione del controllo.
Questo meccanismo impedisce modifiche unilaterali e mantiene la supervisione attiva. Il funzionamento ricalca quello già adottato per gli Account per teenager su Instagram, dove Meta utilizza strumenti analoghi per bilanciare autonomia e protezione.
Il PIN funge da barriera di controllo, garantendo che ogni allentamento delle restrizioni passi attraverso una valutazione condivisa.
Gli avvisi sui gruppi e la protezione delle chat
I genitori possono ricevere una notifica quando il figlio entra in un gruppo o ne esce, oppure quando un gruppo di cui fa parte registra una crescita sensibilmente maggiore di membri. Si tratta di eventi legati esclusivamente all’attività dell’account: nessun messaggio o chiamata è accessibile ai genitori, poiché le conversazioni restano protette dalla crittografia end-to-end.
Un genitore saprà dunque che il ragazzo si è unito a un nuovo gruppo, ma non potrà conoscere cosa viene scritto o discusso al suo interno. Il sistema permette di monitorare i movimenti tra gruppi senza violare la riservatezza dei contenuti scambiati, garantendo che solo i partecipanti alla comunicazione possano leggere i messaggi.
I Canali, lo Stato e Meta AI: opzioni per i minori
Le famiglie possono decidere come gli adolescenti interagiscono con i Canali, stabilendo quali contenuti visualizzare e quali pubblicare. Analogamente, per lo Stato è possibile configurare sia cosa i ragazzi vedono nei post altrui, sia chi può accedere ai contenuti da loro condivisi.
Per Meta AI WhatsApp offre due modalità: l’esperienza predefinita «13+» e la versione più restrittiva «Contenuti limitati». Secondo il Centro assistenza, l’assistente elabora le informazioni che l’utente gli invia, a differenza delle chat normali protette da crittografia end-to-end.
Questa distinzione sottolinea come l’uso di Meta AI comporti un trattamento diverso dei dati rispetto alle conversazioni personali, rendendo la scelta della modalità un elemento chiave per la supervisione familiare.