Il 5 novembre 2026, durante il question time a Palazzo Madama, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha risposto alla senatrice Ella Bucalo di Fratelli d’Italia illustrando le misure adottate per il diritto allo studio e l’accesso agli alloggi universitari. Nel suo intervento, Bernini ha sottolineato l’importanza della libertà di scelta per gli studenti, presentando i dati relativi ai fondi stanziati e alle strutture residenziali disponibili sul territorio nazionale.
La ministra ha evidenziato che sono stati destinati oltre 800 milioni di euro alle borse di studio, mentre per gli studentati è stato stanziato un miliardo e 200 milioni di euro nell’ambito del PNRR. L’obiettivo dichiarato è ampliare l’offerta abitativa per gli studenti universitari, garantendo soluzioni accessibili e integrate con i servizi essenziali.
I costi degli studentati e le agevolazioni
Il canone medio per un posto letto nelle nuove residenze universitarie si attesta tra 400 e 500 euro mensili. La quota comprende tutte le utenze — luce, acqua, connessione wi‑fi — e l’accesso agli spazi cucina condivisi.
Ventimila posti risultano completamente gratuiti e riservati agli studenti che rientrano nei requisiti del diritto allo studio. Per i restanti alloggi, i prezzi sono contingentati e soggetti a regole che ne limitano il massimo applicabile, garantendo una fascia economica più contenuta rispetto al mercato privato.
La distinzione tra posti gratuiti e canoni agevolati si inserisce nel quadro di accessibilità promosso dal Ministero, con l’obiettivo di ridurre il peso delle spese di alloggio sulle famiglie e favorire la mobilità studentesca sul territorio nazionale.
Il piano di finanziamento e i 62mila nuovi posti
In quattro anni di attività, il ministero ha attivato 62mila nuovi posti letto partendo da una base di 40mila studentati esistenti. Per l’intervento è stato stanziato 1 miliardo e 200 milioni di euro, risorse destinate a potenziare l’offerta di residenze per il diritto allo studio su tutto il territorio nazionale.
La ministra ha precisato che la maggior parte delle strutture è già operativa, mentre le restanti entreranno in funzione entro agosto 2027. Del totale dei nuovi posti letto, 20mila sono completamente gratuiti e riservati agli studenti beneficiari di diritto allo studio, garantendo accesso senza oneri economici. La restante parte prevede canoni contingentati che rispettano i limiti fissati.
La tempistica dei cantieri e le modifiche normative
Tra il 2022 e il 2026 sono stati realizzati 12mila posti letto attraverso la legge 338, lo strumento tradizionale che finanzia interventi per la residenzialità studentesca. A questi si aggiungono gli studentati PNRR, per un totale di 62mila nuovi posti attivati nell’arco di quattro anni.
Il quinto bando della legge 338 è in arrivo e ulteriori strutture verranno aperte nel corso del 2027. La ministra ha sottolineato l’intenzione del governo di modificare la normativa vigente per consentire procedure più rapide e ridurre i tempi di attuazione dei progetti, con l’obiettivo di accelerare l’apertura di nuove residenze universitarie sul territorio nazionale.
La trasparenza del portale e le critiche su “studentati di lusso”
La ministra Bernini ha respinto con fermezza le accuse secondo cui i nuovi studentati sarebbero strutture di lusso accessibili solo a pochi. «Vorrei sfatare una serie di fake news: non è vero che sono studentati di lusso, sono nuovi e belli», ha dichiarato, sottolineando che le residenze garantiscono standard qualitativi elevati ma con canoni controllati e accessibili.
A garanzia della trasparenza, il ministero ha attivato il portale dedicato all’housing universitario, dove ogni struttura dispone di una pagina informativa con tutti i dettagli su costi, servizi e disponibilità. Lo strumento consente agli studenti di verificare autonomamente le caratteristiche degli alloggi e confrontare le diverse opzioni sul territorio nazionale.
Secondo Bernini, la risposta degli studenti conferma la validità dell’iniziativa: «Gli studenti stanno scegliendo gli studentati PNRR ovunque», ha affermato, evidenziando come la domanda diffusa dimostri l’apprezzamento per le nuove residenze e smentisca le critiche sulla loro presunta inaccessibilità economica.