Foibe: tutto quello che dovete sapere

Oggi andiamo a parlare di una triste pagina della storia italiana che, purtroppo, per molto tempo è rimasta chiusa e conosciuta da pochi: le foibe. Dal momento che è parte della storia italiana, e che il 10 febbraio si è tenuta la giornata del ricordo in memoria delle foibe, vogliamo ripercorrerne il significato, la storia e riportare alcune testimonianze. Come vi abbiamo accennato, per molto tempo si è mantenuto il silenzio su questa questione fino a quando, nel 2004, il Governo Italiano ha deciso di dedicare una giornata in memoria di quanto accaduto; quasi 350 mila connazionali sono stati costretti ad abbandonare le terre di Istria-Fiume-Dalmazia per sfuggire alle forze jugoslave, che avrebbero poi annesso quelle parti d’Italia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Foibe: il significato

Per essere chiari e concisi nel darvi il significato esatto della parola dobbiamo partire dalla sua etimologia. Il nome deriva da un termine dialettale utilizzato nell’area giuliana, che deriva a sua volta dal latino e che vuol dire cava, fossa; il più antico documento in cui troviamo il termine è una relazione ufficiale del 1770 scritta da Alberto Fortis, naturalista italiano, che scrisse una serie di libri sulla Dalmazia. Al plurale, invece, questo termine si riferisce agli eccidi commessi dai partigiani jugoslavi comunisti durante e dopo la seconda guerra mondiale; tuttavia, solo una minima parte di queste vittime è stata occultata nelle foibe, il resto perse la vita in altre circostanze, alcuni in prigione o nei campi di concentramento jugoslavi.

Foibe: la storia

Sui monti del Carso queste foibe non rappresentano solamente delle profonde cave, ma delle ferite ancora aperte nella memoria degli italiani. In quei luoghi tra il 1943 ed il 1945 furono gettati migliaia di corpi: di uomini e donne, di civili e non, martoriati e seviziati dai partigiani comunisti agli ordini del maresciallo Tito, i  titini portarono delle liste di prescrizione con loro quando, nel 1943 e nel 1945, invasero Trieste e la Venezia Giulia. Migliaia di persone sparirono da quei luoghi deportati nei campi di concentramento di Borovnica, Maribor, Aidussina ed altre località della allora Jugoslavia. Da quei lager molti non tornarono mai indietro.

Foibe: le testimonianze

Esistono diverse testimonianze su quanto avvenne e vogliamo condividerne qualcuna con voi:

  1. Gino Paoli: il cantante italiano, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera del 21 dicembre 2005, ha ammesso che alcuni suoi parenti siano rimasti vittime delle foibe;
  2. Don Francesco Bonifacio: fu ucciso a trentaquattro anni, ma rimase nel cuore e nella memoria di chi ebbe la fortuna di incontrarlo;
  3. Marisa Brugna: questa donna ha raccontato che il padre era stato catturato per essere ucciso, ma si è salvato grazie ad un cugino che si era schierato con i partigiani di Tito;
  4. Renzo de Vidocich: ha rialsciato una dichiarazione ad alcuni giornalisti mediaset in cui ha dichiarato che i partigiani jugoslavi andavano nelle case, prelevavano le persone e le infoibavano.

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