Addio: le origini del termine

Anche se oggi il termine Addio ha assunto il significato di ‘ultimo saluto’, a livello etimologico sta ad indicare ‘vi raccomando a Dio‘. Si tratta, quindi, di una formula di congedo amicale che è collegata ad un augurio, è la speranza che la persona a cui è rivolta possa continuare a stare bene. A livello lessicale ‘Addio’ è la forma contratta di ‘a Dio piacendo‘: in antichità stava a significare in parole parole che tutto è sottoposto alla volontà del Signore e quindi ci si raccomandava a Lui per il destino di chi si salutava.

Leggi anche:

Addio: la sostituzione con Arrivederci

Nel corso del tempo il termine Addio nel suo significato originale è caduto sempre più in disuso essendo sostituito dalla parola Arrivederci. Per congedarsi nella maggior parti dei casi si usa il termine Arrivederci perchè da un punto di vista psicologico è molto più rassicurante in quando si presuppone un ennesimo incontro in futuro: dire Addio vuol dire salutarsi in maniera definitiva, troncare ogni possibilità di rivedersi e lasciare tutto nella mani di Dio.

Addio: modalità d’utilizzo

Nonostante sia molto più utilizzato il termine Arrivederci, esistono ancora dei casi in cui la parola Addio sopravvive. A livello geografico, solo in Toscana viene usato Addio con lo stesso significato di Arrivederci così come vuole la tradizione. Per quanto riguarda il linguaggio comune, Addio viene sfruttato solo in determinate occasioni assumendo significati diversi:

  • valore di congedo definitivo: “ti dico addio”;
  • valore di rammarico e di rimpianto: “addio vacanze!”;
  • per porre fine ad una questione: “facciamo così e addio!”;
  • per rendere omaggio a chi viene sepolto: “dare l’ultimo addio”;
  • per indicare, nel caso degli attori, il ritiro dal teatro: “dare l’addio alle scene”;
  • l’ultima di una serie di rappresentazioni: “serata d’addio”;
  • la festa che precede il giorno delle nozze: “l’addio al celibato o al nubilato”.

Non perderti: Perché ci s’innamora?