Referendum: cosa sapere sulle firme

In vista del prossimo Referendum del 20 e 21 settembre 2020 dovete essere preparati, conoscere tutto quello che c’è da sapere in modo da essere convinti e decisi sulle preferenza che andrete ad esprimere. Oggi parliamo di firme, nello specifico andiamo a scoprire quante ne servono. Ribadiamo velocemente che il Referendum è volto a  manifestare la democrazia diretta attraverso il voto su un determinato quesito o argomento. In linea generale, consiste in una domanda fatta all’elettorato con la quale si chiede se si sia favorevoli o contrari ad un determinato quesito.

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Referendum: quante firme servono

Il numero delle firme richieste sarebbe elevato da 500.000 a 800.000 per adeguarlo all’aumento della popolazione italiana dal 1948 (quando entrò in vigore la Costituzione) ad oggi. Con la normativa vigente, inoltre, succede frequentemente che, dopo aver raccolto anche milioni di firme (quando si tratta di più referendum), i promotori del referendum si vedano annullato un duro lavoro dalle sentenze della Corte Costituzionale che ne dichiara l’inammissibilità. Il giudizio di ammissibilità verrebbe chiesto alla corte dopo aver raccolto solo 100.000 firme. In caso di risposta favorevole la raccolta proseguirebbe fino alle 800.000 richieste.

Referendum: chi può indirlo

È indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

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