Valditara annuncia assicurazione sanitaria gratuita per docenti e mille assunzioni per l'italiano

Valditara annuncia assicurazione sanitaria gratuita per docenti e mille assunzioni per insegnare l'italiano agli stranieri

Il ministro dell'Istruzione Valditara ha annunciato un pacchetto di misure per la scuola: assicurazione sanitaria gratuita ai docenti da autunno e mille nuove assunzioni.
Valditara annuncia assicurazione sanitaria gratuita per docenti e mille assunzioni per insegnare l'italiano agli stranieri

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato, tra il 31 luglio e i primi giorni di agosto, un pacchetto di misure destinate al mondo della scuola. Le dichiarazioni sono state rilasciate in diverse sedi: un’intervista a Il Corriere della Sera il 31 luglio, la partecipazione a Tg2 Post su Rai2 il 3 agosto e un’intervista a La Verità il 4 agosto.

Durante la trasmissione televisiva del 3 agosto, Valditara ha confermato: “Abbiamo pensato ad un’assicurazione sanitaria gratuita che partirà proprio in autunno”. La misura è rivolta ai docenti e si inserisce in un più ampio programma di welfare per il personale scolastico.

Il ministro ha inoltre ringraziato Matteo Salvini “per aver messo i docenti in cima alle varie categorie del pubblico impiego” nell’ambito del Piano Casa.

Sul fronte dell’integrazione degli studenti stranieri, Valditara ha annunciato: “Abbiamo formato e assunto mille docenti per insegnare italiano agli stranieri”. Oltre all’assunzione di personale specializzato, il ministro ha proposto l’avvio di “corsi di formazione di italiano per i genitori stranieri”, con l’obiettivo di coinvolgere le famiglie nel processo di integrazione linguistica e culturale.

La linea su integrazione e simboli religiosi a scuola

Nell’intervista rilasciata a La Verità il 4 agosto, Valditara ha tracciato una netta distinzione tra inclusione e integrazione. Secondo il ministro, la sinistra propone l’inclusione che “accoglie chiunque a prescindere dalla sua adesione a certi valori di riferimento”, mentre integrare significa “inserire una persona all’interno di un sistema di regole condivise”.

Per questo motivo ha annunciato l’innovazione dei programmi scolastici “dando centralità alla cultura dell’Occidente”: chi arriva in Italia deve conoscere la storia, l’arte, la musica e la letteratura del Paese, con riferimenti a Omero, Virgilio, la Bibbia e Dante.

Sul tema dei simboli religiosi, Valditara ha ribadito la posizione già espressa al Corriere della Sera il 31 luglio: burqa e niqab “danneggiano anche la socialità” e potrebbero essere vietati nelle scuole. Il ministro sottolinea come questi indumenti riflettano una visione in cui “si considera la donna un soggetto dotato di minori diritti che deve vivere mascherandosi”, in contrasto con i valori costituzionali.

L’integrazione, nella sua visione, richiede l’accettazione dei valori fondanti la comunità italiana e il riconoscimento della laicità dello Stato come principio irrinunciabile.

Le indicazioni su composizione delle classi e ruolo del territorio

Il ministro ha delineato una strategia operativa per la gestione della presenza di studenti stranieri nelle classi. L’ipotesi allo studio prevede una circolare che ribadisca e rafforzi il limite del 30% di alunni stranieri per classe, con particolare attenzione alle competenze linguistiche di ciascuno studente.

Un ruolo centrale spetterebbe agli Uffici scolastici territoriali, chiamati a svolgere un’azione di coordinamento per distribuire gli studenti stranieri tra le diverse classi e le scuole di vicinato, così da evitare concentrazioni eccessive in singoli istituti o sezioni.

Valditara ha inoltre sottolineato la necessità di politiche residenziali da parte degli enti locali, finalizzate a contrastare la formazione di “quartieri ghetto”. Il ministro ha chiarito che non è possibile imporre agli studenti spostamenti di diversi chilometri per raggiungere la scuola, rendendo indispensabile un intervento coordinato tra istituzioni scolastiche e amministrazioni locali.

Su queste misure operative è in corso un lavoro specifico del dicastero.

Le critiche di sindacato e opposizione e la replica del ministro

Le proposte del ministro hanno suscitato reazioni dal mondo sindacale e politico. La segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, secondo quanto riporta Ansa, ha criticato gli annunci affermando che non parlano di integrazione ma di “assimilazione”.

La sindacalista ha inoltre espresso preoccupazione per la “cornice securitaria e punitiva” del ragionamento, citando il divieto del burqa inserito nel ddl Sicurezza, la minaccia di revoca del permesso di soggiorno ai genitori e il richiamo al decreto Caivano.

La senatrice del Partito Democratico Simona Malpezzi ha invitato Valditara a chiedere alle scuole quali siano i problemi reali e di che cosa hanno bisogno per realizzare una vera integrazione, sollecitando “l’emendamento giusto non quelli propaganda”. La senatrice ha sottolineato inoltre l’esiguità del numero di studentesse con il burqa in Italia e ha chiesto al ministro dati precisi.

La replica di Valditara non si è fatta attendere: “Spiace che quando si tratta di arrivare ai fatti concreti Pd e Cgil siano sempre un passo indietro e preferiscano il richiamo della polemica e della demagogia alla difesa dei valori costituzionali”.

Il ministro ha osservato che si tratta di un principio applicato in molti paesi europei e in alcuni stati a maggioranza musulmana. Per Valditara “si gioca la differenza fra chi difende la dignità della persona e chi si riempie la bocca di chiacchiere”.

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