Voto di condotta, da determinante per l'ammissione all'elaborato obbligatorio: tutte le novità della legge 150/2024

Voto di condotta, da determinante per l'ammissione all'elaborato obbligatorio: tutte le novità della legge 150/2024

La legge 150/2024 trasforma il voto di condotta in fattore decisivo per l'ammissione e gli esami. Scopri le regole per primaria, medie e superiori.
Voto di condotta, da determinante per l'ammissione all'elaborato obbligatorio: tutte le novità della legge 150/2024

La Legge 150/2024, insieme ai successivi DPR 134/2025 e 135/2025, ha ridisegnato completamente la valutazione del comportamento in tutti gli ordini di scuola. L’intervento normativo mira a due obiettivi precisi: rafforzare l’autorevolezza del personale scolastico e promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità.

Il voto di condotta abbandona il ruolo marginale che aveva in passato e diventa un fattore determinante per il percorso scolastico. Le ricadute sono concrete e immediate: determina l’ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato, influisce sul credito scolastico nelle superiori e può riflettersi sull’accesso a borse di studio e altre misure di diritto allo studio.

Il comportamento entra quindi nel bilancio finale dell’anno al pari delle discipline curricolari, con conseguenze dirette e non più simboliche per gli studenti.

Le regole per primaria, medie e superiori

Nella scuola primaria l’approccio resta morbido: gli apprendimenti sono valutati con giudizi sintetici (Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente, Non sufficiente), e anche il comportamento riceve un giudizio sintetico deciso collegialmente dai docenti. Non esiste voto numerico in decimi per la condotta, né collegamento diretto con la bocciatura.

Alle medie il quadro cambia: tutte le discipline, compresa Educazione civica, e la condotta sono espresse in decimi. Se il voto di comportamento scende sotto il 6, il consiglio di classe delibera la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato. Tale valutazione negativa può essere assegnata solo in presenza di comportamenti gravi e reiterati durante l’anno.

Alle superiori il sistema si fa più incisivo: tutto è valutato in decimi e il voto di condotta incide sia su ammissione sia su crediti scolastici. Un voto pari o inferiore a 5 determina la non ammissione, indipendentemente dagli altri voti.

Con un voto pari o superiore a 9, si può raggiungere il massimo del credito scolastico. Nelle classi terminali, il 6 in condotta introduce un ulteriore passaggio obbligatorio all’esame: l’elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale da discutere al colloquio.

Il 6 in condotta: elaborato obbligatorio e giudizio sospeso

Il 6/10 in condotta non rappresenta più una sufficienza che garantisce il passaggio automatico alla classe successiva. Con la riforma introdotta dalla Legge 150/2024, quando il consiglio di classe attribuisce questa valutazione, lo studente deve affrontare un percorso aggiuntivo obbligatorio: la preparazione di un elaborato critico incentrato su temi di cittadinanza attiva e solidale.

Il giudizio sull’ammissione resta sospeso fino al momento della valutazione dell’elaborato. La scuola chiede una riflessione strutturata su responsabilità, rispetto e partecipazione civica, trasformando la sanzione disciplinare in un’occasione di crescita educativa.

Gli esiti possibili sono due:

  • Se l’elaborato viene consegnato nei tempi e valutato positivamente, lo studente può essere ammesso alla classe successiva o all’esame;
  • Se l’elaborato non viene presentato oppure risulta insufficiente, il consiglio di classe delibera la non ammissione.

Questo meccanismo non è una punizione fine a sé stessa, ma vuole responsabilizzare lo studente attraverso un lavoro di riflessione critica sul proprio comportamento e sul significato della convivenza civile.

Il 5 in condotta: i paletti del consiglio di stato e la proporzionalità

Il 5 in condotta (o un voto inferiore a 6) determina la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato, ma solo se poggia su fatti gravi e reiterati. Il Consiglio di Stato, con il parere n. 581/2025 sullo schema di modifica dello Statuto delle studentesse e degli studenti, ha chiarito che non bastano richiami generici alle violazioni del regolamento d’istituto.

La gravità richiesta riguarda: violazioni della dignità della persona, comportamenti che mettono a rischio l’incolumità altrui, mancanze disciplinari gravi e ripetute, atti di violenza verso personale scolastico o compagni. Senza questo livello di gravità e reiterazione, la sanzione rischia di violare il principio di proporzionalità previsto dalla Legge 150/2024.

Il 5 in condotta non può essere usato in modo elastico per colpire chi infrange qualche regola minore: serve documentazione precisa di comportamenti seriamente lesivi e ripetuti.

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