Una madre della provincia di Brescia ha avviato il 25 maggio 2026 una petizione su Change.org per introdurre corsi formativi obbligatori in ambito ADHD e DSA rivolti a tutti gli insegnanti. L’iniziativa ha raccolto in tempi rapidissimi oltre 13.200 firme, segnalando un ampio sostegno nazionale.
Nell’appello, la promotrice evidenzia la frustrazione e l’impotenza vissute dalle famiglie di fronte alle difficoltà dei figli. “Voglio che esse siano più serene, perché l’educazione dovrebbe essere un sostegno, non un ostacolo”, dichiara, chiedendo che la petizione venga considerata con urgenza in nome di tutte le famiglie coinvolte.
La mobilitazione sottolinea l’esigenza di una formazione uniforme e capillare su ADHD e DSA, attualmente non obbligatoria per i docenti. L’iniziativa mira a trasformare la scuola in un ambiente realmente inclusivo, dove ogni studente possa ricevere il supporto necessario fin dalle prime fasi del percorso scolastico.
Le testimonianze delle famiglie e l’appello degli influencer
L’iniziativa ha trovato immediato sostegno grazie al rilancio del duo di mamme influencer Mammadimerda, che ha portato la questione all’attenzione di un pubblico più ampio. Una delle due componenti ha condiviso la propria esperienza diretta: “Ho scoperto solo alle medie l’ADHD di mia figlia, per ignoranza mia certo, ma nessun insegnante mi ha mai segnalato nulla”.
La testimonianza evidenzia un problema strutturale: la mancanza di formazione obbligatoria su DSA e ADHD per il corpo docente. “Scavando, ho scoperto che i docenti non hanno una formazione obbligatoria su DSA/ADHD. Certo molte scuole la fanno, ma non è come dovrebbe essere: uniforme e capillare”, ha aggiunto.
Questo racconto mette in luce il divario tra le necessità delle famiglie e la preparazione effettiva degli insegnanti, sottolineando come l’assenza di standard nazionali nella formazione possa tradursi in diagnosi tardive e mancato riconoscimento delle difficoltà degli studenti.
La cornice normativa: cosa garantisce la legge 170/2010
La Legge 170/2010 riconosce ufficialmente dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come disturbi specifici dell’apprendimento. Gli studenti con diagnosi DSA hanno diritto a misure di supporto strutturate, che di norma non richiedono l’assegnazione di un insegnante di sostegno.
Le istituzioni scolastiche devono garantire una didattica individualizzata e personalizzata, adottando forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto delle caratteristiche peculiari di ciascuno studente, incluso il bilinguismo.
Tra gli strumenti previsti figurano i dispositivi compensativi, come mezzi di apprendimento alternativi e tecnologie informatiche, e le misure dispensative da prestazioni non essenziali. Nell’insegnamento delle lingue straniere è garantito l’uso di strumenti compensativi con ritmi graduali e, ove necessario, la possibilità di esonero.
La normativa assicura inoltre forme adeguate di verifica e valutazione, valide anche per gli esami di Stato e universitari.
L’ADHD e il sostegno: misure previste e diritti
La fonte solleva una domanda frequente tra le famiglie: chi ha ADHD ha bisogno del sostegno? La risposta emerge dalla Legge 170/2010, che struttura le misure di supporto in modo specifico e, di norma, senza richiedere l’assegnazione di un insegnante di sostegno.
Gli studenti con DSA hanno diritto a provvedimenti di flessibilità didattica che si concretizzano attraverso forme efficaci di lavoro scolastico, strumenti compensativi come le tecnologie informatiche, e misure dispensative da prestazioni non essenziali. Queste garanzie si estendono anche alle verifiche e valutazioni, compresi gli esami di Stato e universitari, assicurando un percorso educativo personalizzato ma non necessariamente l’affiancamento di un docente di sostegno.