Università, 158 nuove lauree per il 2026/27: sanità conquista il primo posto con 57 titoli

Università, 158 nuove lauree per il 2026/27: sanità conquista il primo posto con 57 titoli

L'anno accademico 2026/27 porta 158 nuove proposte di laurea già approvate dal Consiglio universitario nazionale, con la sanità in netta prevalenza e 27 titoli digital.
Università, 158 nuove lauree per il 2026/27: sanità conquista il primo posto con 57 titoli

L’anno accademico 2026/27 porta 158 nuove proposte di laurea già approvate dal Consiglio universitario nazionale (CUN) e ora in attesa del via libera finale da parte di ANVUR e del Ministero dell’Università e della Ricerca. Nonostante manchino gli ultimi passaggi formali, gli atenei hanno già iniziato a comunicare pubblicamente le novità.

La distribuzione per tipologia vede 55 lauree triennali, 101 magistrali o a ciclo unico e 2 professionalizzanti. Sul fronte della natura degli atenei promotori, 132 proposte arrivano da università statali, mentre 22 provengono da università private e solo 4 da atenei telematici.

Le modalità di erogazione confermano la prevalenza del formato convenzionale con 130 corsi. Appena 5 risultano integralmente a distanza: 3 nelle telematiche e 2 in atenei fisici. Altri 13 corsi adottano una modalità prevalentemente a distanza (12 in università fisiche più uno di Mercatorum), mentre 10 scelgono un approccio misto online-presenza.

Il primato dell’area salute

L’area sanitaria domina la nuova offerta formativa con numeri significativi: 152 corsi afferenti alle scienze mediche rappresentano il gruppo più nutrito, distanziando nettamente tutte le altre discipline. A titolo di confronto, il secondo settore per numerosità (Ingegneria industriale e dell’informazione) si ferma a 17 titoli.

La spinta verso la salute emerge con chiarezza dall’analisi delle denominazioni: 25 proposte fanno riferimento esplicito a “salute” o “sanità” (8 citano la salute, 13 la sanità). Tra i nuovi corsi figurano due lauree in Medicina – a Firenze e a Padova nella variante Medtech – e altrettante in Veterinaria, attivate presso la Federico II di Napoli e la Link Campus.

L’espansione del comparto si completa con 32 nuove lauree in Scienze infermieristiche, portando il totale delle attivazioni sanitarie a 57 titoli. Questo dato segna un cambio di rotta rispetto agli anni recenti, quando digitale e green dominavano le preferenze degli atenei.

Il digitale e l’AI: offerta e specializzazioni

Il segmento digitale si attesta a 27 nuove lauree complessive, suddivise in tre filoni principali. Il blocco più consistente comprende 11 corsi esplicitamente “digital”: tra questi spiccano Digital Minds a Bologna, Gestione e digitalizzazione del patrimonio culturale all’università della Calabria e Strategie per la società digitale: politiche, innovazione e nuove governance a Roma Tre.

Seguono 6 proposte dedicate a Data Science o ai dati in senso ampio, come Big data per le Scienze economiche a Messina, e altre 6 in Ingegneria informatica.

L’intelligenza artificiale compare in cinque denominazioni: Ingegneria informatica con AI è presente sia all’università del Molise sia all’UNINT di Roma; la Sapienza propone Filosofia e Intelligenza artificiale, Torino lancia Artificial intelligence and High performance computing technologies, mentre la Lumsa punta su IA per il Marketing e la Comunicazione. Questa distribuzione evidenzia come il digitale si declini in specializzazioni tecniche, analitiche e interdisciplinari, offrendo percorsi mirati sia alle competenze hard sia alla gestione strategica e culturale dell’innovazione.

Il green e le humanities: tenuta e contaminazioni

L’area green registra 17 citazioni complessive nell’offerta 2026/27, conteggiando le denominazioni che richiamano sostenibilità, ambiente e verde. Questa presenza testimonia una spinta verso percorsi multidisciplinari coerenti con le linee del PNRR, che favoriscono la contaminazione tra competenze tecniche e sensibilità ambientale.

Parallelamente resistono cultura e arte, con rispettivamente quattro e tre nuove lauree dedicate. La tenuta di questi ambiti conferma che l’offerta universitaria italiana continua a valorizzare il blocco umanistico, senza cedere interamente alla corsa verso le discipline STEM. Emergono così proposte che integrano saperi tradizionali con linguaggi contemporanei, mantenendo viva la specificità formativa nazionale.

Le ricadute per gli studenti: scelte e tempistiche

Gli atenei hanno già avviato la comunicazione delle novità dell’offerta formativa 2026/27, pur in attesa dell’approvazione definitiva di ANVUR e MUR. L’obiettivo è intercettare i neodiplomati ancora indecisi dopo la maturità, offrendo loro il tempo necessario per valutare le opzioni disponibili.

Per orientarsi efficacemente, gli studenti devono considerare tre elementi chiave: la tipologia di corso (triennale, magistrale o professionalizzante), la modalità di erogazione (convenzionale, a distanza o mista) e la denominazione specifica, che rivela il focus disciplinare e le possibili contaminazioni tra aree.

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