Lauree triennali in Italia al 13,5%: il ritardo si concentra nelle discipline Stem

Lauree triennali in Italia al 13,5%: il ritardo si concentra nelle discipline Stem

Nel 2024 solo il 31,6% degli italiani tra 25 e 34 anni ha una laurea. Il deficit emerge soprattutto nei triennali e nelle discipline Stem, mentre i magistrali allineano l'Italia agli standard europei.
Lauree triennali in Italia al 13,5%: il ritardo si concentra nelle discipline Stem

Nel 2024, i dati Ocse fotografano una situazione critica per l’Italia: solo il 31,6% dei cittadini tra i 25 e i 34 anni possiede un titolo di istruzione terziaria. Il confronto con il contesto internazionale evidenzia un divario significativo. La media europea si attesta al 47,7%, mentre quella dei Paesi Ocse raggiunge il 50,7%.

Questi numeri confermano un ritardo complessivo del nostro Paese rispetto ai principali partner internazionali.

Il dato aggregato restituisce l’immagine di una nazione relativamente meno istruita a livello universitario. Tuttavia, la fonte invita a non fermarsi a questa prima lettura. Il quadro generale, pur evidenziando criticità evidenti, richiede un’analisi più articolata per comprendere dove si concentrano effettivamente le carenze.

La percentuale complessiva nasconde infatti differenze importanti tra le diverse tipologie di percorso accademico, che modificano sostanzialmente l’interpretazione del fenomeno.

La distinzione tra triennali e magistrali

Il deficit italiano emerge in modo netto analizzando i titoli di primo livello: la quota di 25-34enni con laurea triennale si ferma al 13,5%, un valore significativamente inferiore rispetto ai principali partner europei. È in questo segmento che si concentra la vera criticità del sistema universitario nazionale.

Il quadro cambia se si osservano i titoli magistrali: qui i numeri italiani si allineano o superano la media degli altri Paesi Ue, segnalando una sostanziale parità nei percorsi di secondo livello. La fotografia complessiva rivela dunque che non mancano i laureati in generale, ma pesa il deficit nei triennali.

Questa distinzione è cruciale per comprendere dove intervenire: il ritardo italiano riguarda soprattutto chi consegue il primo livello di istruzione terziaria e poi esce dal circuito formativo, mentre chi prosegue verso la magistrale raggiunge risultati in linea con gli standard europei. La scomposizione per livello modifica profondamente il giudizio sul sistema universitario italiano.

Le discipline Stem: il nodo dei percorsi tecnico-scientifici

La fonte evidenzia una criticità specifica che si aggiunge al deficit nei titoli di primo livello: le discipline Stem. Il tema non riguarda soltanto il volume complessivo dei laureati, ma anche la loro distribuzione per area disciplinare.

I percorsi tecnico-scientifici rappresentano un punto dolente nel panorama universitario italiano. La carenza si manifesta proprio in quegli ambiti – scienze, tecnologia, ingegneria e matematica – che il mercato del lavoro richiede con maggiore urgenza.

Questa lacuna, sommata al già evidenziato ritardo nei titoli triennali, delinea un quadro che richiede attenzione mirata. La componente Stem emerge così come elemento chiave per comprendere la reale portata del divario formativo del nostro Paese rispetto agli standard europei.

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