La 28ª edizione del rapporto AlmaLaurea 2026, che ha coinvolto oltre 10mila ex studenti dell’ateneo, posiziona l’Università di Modena e Reggio Emilia tra i migliori grandi atenei generalisti italiani per occupabilità, retribuzioni e qualità dell’inserimento professionale.
I dati sui laureati magistrali mostrano che il 90% trova lavoro a un anno dal conseguimento del titolo, un risultato nettamente superiore alla media regionale dell’84,5% e a quella nazionale dell’81%. A cinque anni dalla laurea magistrale il tasso di occupazione raggiunge il 97%, con tre occupati su quattro che dispongono di un contratto a tempo indeterminato.
Anche chi ottiene la laurea triennale e sceglie di non proseguire gli studi registra esiti positivi: l’87% risulta occupato a un anno dal titolo, in crescita rispetto all’84,5% rilevato dal rapporto precedente e superiore alla media regionale dell’81%.
La leva retributiva: stipendi e graduatoria Censis
Sul fronte economico, Unimore conquista il vertice della classifica nazionale Censis nella fascia dimensionale degli atenei tra 20mila e 40mila iscritti. I laureati di secondo livello conseguono, a un anno dal titolo, una retribuzione netta mensile media di 1.586 euro.
Il dato colloca l’università emiliana al primo posto per capacità di assicurare ingressi lavorativi economicamente competitivi già nella fase iniziale della carriera professionale. Questa posizione di testa non rappresenta solo un primato formale, ma costituisce un indicatore concreto della qualità dell’inserimento occupazionale. Gli stipendi d’ingresso riflettono infatti la corrispondenza tra competenze acquisite durante il percorso universitario e domanda espressa dal mercato del lavoro, segnalando l’efficacia della formazione ricevuta.
Il ruolo delle imprese: la partnership con Confindustria Emilia
La collaborazione con Confindustria Emilia rappresenta una leva strategica per i risultati occupazionali di Unimore. Secondo la rettrice Rita Cucchiara, «questo successo è il frutto di una sinergia straordinaria con un territorio ricco e dinamico, sia a Modena sia a Reggio Emilia, capace di accogliere i nostri laureati, che tuttavia dimostrano di sapersi affermare con successo anche a livello internazionale».
Il dialogo continuo tra ateneo e tessuto produttivo avvicina i percorsi formativi alle competenze richieste dalle imprese, soprattutto in un’area caratterizzata da elevata densità industriale. Sonia Bonfiglioli, presidente di Confindustria Emilia, spiega che «i dati sull’occupabilità degli studenti di Unimore confermano un elemento che, come sistema imprenditoriale, osserviamo da tempo: quando università e imprese dialogano in modo continuo e concreto, si crea valore per i giovani, per le aziende e per l’intero territorio».
Per Bonfiglioli «le imprese oggi cercano talenti preparati ad affrontare le sfide dell’innovazione, della digitalizzazione e della sostenibilità, e l’università rappresenta un partner fondamentale per costruire queste competenze».
Le ricadute per gli studenti: come leggere questi indicatori
I risultati della 28ª edizione del rapporto AlmaLaurea 2026 offrono agli studenti una chiave di lettura concreta per valutare il percorso formativo di Unimore. Il 90% di occupazione a un anno per i laureati magistrali e il 97% a cinque anni rappresentano una garanzia di inserimento rapido e duraturo nel mercato del lavoro.
Tre occupati su quattro, a distanza di cinque anni, possono contare su un contratto a tempo indeterminato, segnale di stabilità professionale. Anche i triennali che concludono il ciclo di studi senza proseguire registrano un tasso di occupazione dell’87% a un anno, superiore alla media regionale.
La retribuzione netta mensile di 1.586 euro a un anno dalla laurea, primato nella fascia Censis tra 20mila e 40mila iscritti, conferma la competitività dell’ingresso nel mondo del lavoro. Come sottolineato dalla rettrice Cucchiara, il successo è frutto della sinergia con il territorio modenese e reggiano, ma i laureati dimostrano capacità di affermazione anche a livello internazionale. Gli indicatori vanno letti nel contesto di grandi atenei generalisti e in collegamento con l’alta densità industriale locale, elementi che favoriscono l’incontro tra competenze acquisite e domanda aziendale.