Iugurtha postquam amissa Thala

nihil satis firmum contra Metellum putat per magnas solitudines cum paucis profectus pervenit ad Gaetulos genus hominum ferum

incultumque et eo tempore ignarum nominis Romani. Eorum multitudinem in unum cogit ac paulatim consuefacit ordines habere signa

sequi imperium obseruare item alia militaria facere. Praeterea regis Bocchi proximos magnis muneribus et maioribus promissis ad

studium sui perducit quis adiutoribus regem aggressus impellit uti aduersus Romanos bellum incipiat. Id ea gratia facilius

proniusque fuit quod Bocchus initio huiusce belli legatos Romam miserat foedus et amicitiam petitum quam rem opportunissimam

incepto bello pauci impediuerant caeci auaritia quis omnia honesta atque inhonesta vendere mos erat. Et iam antea Iugurthae

filia Boccho nupserat verum ea necessitudo apud Numidas Maurosque leuis ducitur quia singuli pro opibus quisque quam plurimas

uxores denas alii alii pluris habent sed reges eo amplius. Ita animus multitudine distrahitur: nulla pro socia obtinet pariter

omnes viles sunt.

Traduzione

Giugurta,

convinto che dopo la perdita di Tala nulla potesse più
resistere a Metello, s’inoltrò con pochi uomini attraverso

vasti deserti e
giunse presso i Getuli, popolo selvaggio e barbaro, che non conosceva
ancora il nome di

Roma. Ne raccoglie un gran numero e poco per volta li
abitua a marciare in file ordinate, a seguire le insegne, a

obbedire agli
ordini e ad attenersi alle altre norme della vita militare. Inoltre, con
gran doni e con

promesse ancora maggiori guadagna alla sua causa gli amici
più intimi del re Bocco; con il loro aiuto riesce ad

avvicinare il re e lo
induce a intraprendere la guerra contro Roma. Ciò gli riuscì tanto più
agevole e

naturale in quanto all’inizio della guerra Bocco aveva mandato
dei messi a Roma per chiedere un trattato di

alleanza; ma questo accordo
vantaggiosissimo per la guerra da noi intrapresa era stato impedito da
pochi

uomini resi ciechi dall’avidità e abituati a far mercato di ogni
cosa onesta o disonesta. Inoltre già in precedenza

Giugurta aveva
sposato una figlia di Bocco. Veramente questo vincolo ha poca importanza
presso i Numidi e i

Mauri, dal momento che ciascuno di essi può avere, a
seconda dei mezzi, parecchie mogli, chi dieci, chi più, e i re

un numero
ancora maggiore. Così, suddiviso fra molte donne, l’affetto si disperde:
nessuna è considerata

una vera compagna, ma tutte sono egualmente tenute
in scarsa considerazione.