Bernini presenta 5,3 miliardi per diritto allo studio e housing universitario 2022-2027

Bernini presenta 5,3 miliardi per diritto allo studio e housing universitario 2022-2027

La ministra Bernini illustra gli investimenti del Governo per l'accesso alla formazione superiore: 3,3 miliardi per borse di studio e 2 miliardi per alloggi universitari.
Bernini presenta 5,3 miliardi per diritto allo studio e housing universitario 2022-2027

La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini è intervenuta alla riunione della Conferenza dei rettori italiani, presentando il quadro degli investimenti realizzati dal 2022 al 2026 per favorire l’accesso alla formazione superiore. L’incontro si è concentrato su due assi principali: il diritto allo studio e l’housing universitario.

Nel corso dell’attuale legislatura il Ministero ha stanziato complessivamente 5,3 miliardi di euro. Di questi, 3,3 miliardi sono destinati alle borse di studio, mentre i restanti 2 miliardi finanziano interventi per l’housing universitario. I dati sono contenuti nella Relazione al Parlamento sulla legge 338 e nella Relazione sul diritto allo studio universitario.

Il diritto allo studio: fondi, copertura e importi aggiornati

Nell’anno accademico 2024/2025 la copertura degli studenti idonei ha raggiunto il 99,8%, per un totale di 299.618 borse di studio assegnate. Il dato segna una crescita costante rispetto al 2020/2021, quando le borse erano 244.171, con un incremento del +22,7%.

La spesa è passata dai 307,8 milioni di euro del 2020 ai 708 milioni del 2025, toccando il picco di 882 milioni nel 2024. L’impegno finanziario straordinario è stato sostenuto sia dal Pnrr sia da risorse nazionali in costante aumento.

Il Fondo Integrativo Statale è cresciuto da 216,8 milioni di euro nel 2016 a 557,8 milioni nel 2026, con un incremento del 157%.

Per l’anno accademico 2026/2027, il Ministero ha aggiornato gli importi delle borse:

  • 7.171,11 euro per gli studenti fuori sede
  • 7.171,11 euro per i pendolari
  • 2.890,16 euro per gli studenti in sede

Rispetto al 2022/2023, gli aumenti sono di 1.013,37 euro per i fuori sede, oltre 592 euro per i pendolari e 408,41 euro per gli studenti in sede.

L’housing universitario: strumenti e capacità in espansione

Due strumenti finanziano l’espansione degli alloggi: la legge 338/2000, canale strutturale con cui lo Stato realizza posti alloggio, e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che destina 1,2 miliardi per 60mila posti letto.

La legge 338 ha attraversato cinque bandi con dotazioni crescenti:

  • 450 milioni (I bando)
  • 240 milioni (II)
  • 105 milioni (III)
  • 135 milioni (IV)
  • 851 milioni nel V bando del 2021

Questo salto dimensionale segna un cambio di scala nell’intervento pubblico, con un incremento del 530% rispetto al precedente.

L’offerta di alloggi generata dalla 338 ha registrato un’evoluzione: dai 52.597 posti del 2019 si è scesi a 50.400 nel 2022, per poi invertire la tendenza fino a raggiungere 56.798 posti nel 2024, il valore più elevato finora.

Il Pnrr porterà 30mila nuovi posti letto già nel corso dell’anno in corso, cui si aggiungeranno altri 30mila con il bando MUR-CDP nel 2027. Al completamento del Piano, la disponibilità complessiva sarà sostanzialmente raddoppiata rispetto ai livelli attuali.

Le implicazioni per gli studenti: accesso, alloggi e prossime scadenze

La copertura quasi totale degli idonei – al 99,8% nell’anno accademico 2024/2025 – assicura che praticamente tutti gli studenti in possesso dei requisiti economici possano beneficiare di una borsa di studio. Gli importi aggiornati per il 2026/2027, compresi tra 2.890 euro per chi studia nella propria città e 7.171 euro per fuori sede e pendolari, rappresentano un sostegno significativamente aumentato rispetto al recente passato.

Sul fronte degli alloggi, il potenziamento prevede 30 mila nuovi posti letto entro la fine dell’anno attraverso il Pnrr, cui si aggiungeranno altri 30 mila entro il 2027 tramite il bando MUR-CDP. Questa espansione raddoppierà di fatto la disponibilità di posti rispetto ai 56.798 del 2024, rendendo concretamente più accessibile l’iscrizione universitaria anche per chi proviene da territori distanti dalle sedi degli atenei.

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