Congedo mestruale a scuola, il Luosi-Pico di Mirandola lo riconosce alle studentesse con certificazione

Congedo mestruale a scuola, il Luosi-Pico di Mirandola lo riconosce alle studentesse con certificazione

L'istituto Luosi-Pico della Mirandola approva il congedo mestruale per studentesse con certificazione medica: fino a due giorni al mese senza penalizzazioni.
Congedo mestruale a scuola, il Luosi-Pico di Mirandola lo riconosce alle studentesse con certificazione

L’istituto “Luosi-Pico della Mirandola”, situato nella provincia di Modena, ha approvato il riconoscimento del congedo mestruale per le proprie studentesse. La misura consente alle alunne affette da patologie specifiche e certificate di assentarsi fino a due giorni al mese senza che tali assenze incidano sul computo complessivo della frequenza.

Il provvedimento si configura come un intervento interno finalizzato al benessere scolastico, adottato autonomamente dall’istituto. La certificazione medica rappresenta il requisito essenziale per accedere al beneficio, garantendo che la misura sia riservata esclusivamente a situazioni clinicamente documentate.

Le motivazioni e l’iter: la spinta degli studenti e l’ok del consiglio d’istituto

L’iniziativa è nata dalla volontà dei rappresentanti d’istituto del “Luosi-Pico”, che hanno promosso una raccolta firme per portare all’attenzione della comunità scolastica le difficoltà legate alla dismenorrea. Come hanno spiegato i promotori, “chi prova un dolore forte è spesso costretta a uscire dalla classe per cercare sollievo, non potendo vivere la scuola come il proprio corpo richiederebbe”.

Gli studenti si sono ispirati al modello del “Severini” di Ravenna, primo istituto in Italia a introdurre il congedo mestruale nel 2022. Dopo la raccolta di adesioni tra i compagni, la proposta è stata presentata al Consiglio d’Istituto, l’organo deliberativo della scuola, che l’ha approvata formalmente.

Il percorso ha seguito quindi le vie istituzionali ordinarie, dando voce alle esigenze espresse dalla rappresentanza studentesca.

Le esclusioni interne: il diniego per docenti e personale Ata

Il provvedimento approvato dal consiglio d’istituto del “Luosi-Pico della Mirandola” si rivolge esclusivamente alle studentesse, lasciando fuori dall’applicazione docenti e personale Ata dell’istituto. Si tratta di una scelta regolamentare interna, che circoscrive la tutela alla popolazione scolastica e non la estende al personale in servizio presso la scuola.

La misura resta quindi confinata entro il perimetro dell’utenza, senza prevedere forme di congedo o flessibilità per le lavoratrici che prestano attività didattica o amministrativa all’interno dell’istituto. Il diniego per il personale femminile della scuola segna dunque un limite interno al provvedimento, che distingue tra chi usufruisce della misura e chi ne resta escluso.

Le esperienze precedenti: i casi in Italia e l’esempio della Spagna

Il provvedimento adottato dal ‘Luosi-Pico’ si inserisce in un percorso già avviato da altri istituti italiani. Prima di Mirandola, due scuole lucane e una di Catania hanno introdotto misure analoghe di congedo mestruale per le studentesse, riconoscendo assenze certificate senza penalizzazioni. Il riferimento principale rimane il ‘Severini’ di Ravenna, primo istituto a muoversi in questa direzione nel 2022 e modello esplicito richiamato dai rappresentanti modenesi.

Lo scenario non è limitato all’Italia. In alcuni Paesi europei esistono procedure simili, pensate per tutelare donne con dismenorrea o patologie legate al ciclo. La Spagna, in particolare, dispone di normative che garantiscono congedi specifici, offrendo un esempio concreto di come il tema possa essere affrontato su scala nazionale. L’esperienza spagnola rappresenta un riferimento significativo per chi auspica estensioni più ampie del diritto, anche se le iniziative italiane restano finora circoscritte a singoli istituti scolastici.

Le iniziative regionali mancate: la proposta Pd nel Lazio e gli incentivi ipotizzati

Quasi due anni fa, Eleonora Mattia, consigliera regionale Pd del Lazio, annunciò il deposito di una proposta di legge per introdurre il congedo mestruale nelle scuole e nei luoghi di lavoro, rivolto alle donne affette da dismenorrea. Il progetto prevedeva intese tra Regione, scuole, università e imprese per favorire la concessione di giornate di assenza nei giorni più critici, sostenuto da campagne informative con Asl ed enti del terzo settore.

Per incentivare le aziende private, erano previsti meccanismi premianti con punteggi aggiuntivi in bandi pubblici regionali e appalti. Il finanziamento stanziato ammontava a 200mila euro annui fino al 2025. A distanza di oltre 20 mesi, però, la proposta non risulta operativa né nel Lazio né in altre regioni italiane.

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