Il professore e scrittore Enrico Galiano ha sollevato un dibattito dirompente affermando che la media del 4 e dell’8 non fa 6. Richiamandosi al saggio “La fabbrica dei voti” di Cristiano Corsini, ha proposto la metafora dell’aeroplanino per chiarire l’assurdità del calcolo automatico.
Uno studente che riceve inizialmente un 4 per un aeroplanino di carta maldestro, e successivamente conquista un 8 dopo impegno e miglioramento costante, non possiede una competenza da 6: sa costruire un aeroplanino da 8. La media aritmetica cancella l’intero percorso formativo, ignorando progressi, recuperi ed evoluzione personale.
Questo approccio impersonale tratta allo stesso modo prove sostenute in momenti diversi, appiattendo la crescita umana su una linea matematica fredda. La valutazione autentica deve riconoscere che l’apprendimento procede per inciampi e slanci, non per medie calcolate meccanicamente. Ridurre la maturazione dello studente a somme e divisioni demotiva profondamente e tradisce la finalità educativa della scuola.
La cornice normativa della valutazione: dal DPR 122/2009 al D.Lgs. 62/2017
Contrariamente a quanto ritenuto da molti studenti e famiglie, nessuna disposizione ministeriale obbliga i docenti ad applicare la media aritmetica per determinare il voto finale in pagella. Il DPR 122/2009 e il D.Lgs. 62/2017, che regolano la valutazione nel sistema scolastico italiano, stabiliscono chiaramente che questa deve perseguire finalità formative, educative e di orientamento, considerando l’intero processo di apprendimento e il rendimento complessivo dell’alunno.
I riferimenti normativi sottolineano l’importanza di valorizzare i progressi registrati rispetto al livello di partenza, affidando all’autonomia professionale dei docenti il compito di operare un discernimento pedagogico. I criteri valutativi vengono definiti collegialmente dal Collegio dei Docenti e inseriti nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), ma non prevedono mai l’obbligo di sommare le verifiche e dividerle per il loro numero.
Anche i decimali utilizzati durante l’anno sul registro elettronico rappresentano indicazioni di sfumature didattiche e non costituiscono elementi vincolanti in sede di scrutinio, dove il voto deve riflettere una valutazione globale della persona e non il risultato meccanico di un calcolo automatico.
Lo scrutinio finale: proposta di voto, discussione collegiale e deliberazione
Il percorso che conduce al voto in pagella culmina nello scrutinio finale, momento in cui il Consiglio di Classe, presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato, delibera collegialmente gli esiti dell’anno. Ogni docente presenta una proposta di voto che non nasce da un semplice calcolo aritmetico, ma da una sintesi ponderata di molteplici fattori: il livello di partenza dell’alunno, i progressi registrati nel tempo, la partecipazione attiva in classe, l’assiduità nello svolgimento dei compiti, il metodo di studio acquisito e l’andamento complessivo delle competenze.
Il registro elettronico funge da strumento di consultazione dello storico dei dati, ma la decisione finale appartiene esclusivamente ai professionisti della didattica.
Il voto finale, espresso in decimi interi, deve riflettere la reale maturazione dello studente. Non esiste un automatismo matematico: una media del 5,7 non comporta necessariamente un 6, così come una media del 7,2 può trasformarsi in un 8 pieno se il Consiglio riconosce uno sforzo eccezionale e un consolidamento delle competenze nell’ultimo periodo.
La delibera rappresenta un atto di grande responsabilità collegiale e umana, che valorizza il percorso educativo rispetto al mero risultato numerico.
Le app e i calcolatori della media: utilità, limiti e pesi delle prove
La tecnologia offre strumenti digitali diffusi per monitorare l’andamento scolastico: registri elettronici come Argo Famiglia e ClasseViva, calcolatori online come YouMath, Calculat.org, Chimica-Online e Zerodivision, oltre a numerose app per smartphone recensite da portali specialistici come Aranzulla.
Questi tool permettono di calcolare la media aritmetica semplice o la media ponderata, assegnando pesi diversi a prove scritte, orali e di laboratorio secondo criteri personalizzabili. Rappresentano supporti preziosi per responsabilizzare gli studenti e simulare scenari futuri.
Tuttavia, i risultati mostrati restano puramente indicativi e non vincolanti per lo scrutinio finale. Il voto in pagella deriva dalla valutazione professionale e collegiale dei docenti, che considerano l’intero percorso formativo oltre il mero calcolo numerico.