Interrail: estate tra sacchi a pelo, zaini e binari - Studentville

Interrail: estate tra sacchi a pelo, zaini e binari

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Interrail: estate tra sacchi a pelo, zaini e binari

Avete letto l’articolo sull’Interrail? Non vi spiacerebbe sperimentare una nuova maniera di viaggiare, ma non conoscete nessuno che l’abbia realizzata e siete timorosi di gettarvi in quest’avventura? Se i dubbi vi trattengono dal correre alla più vicina stazione dei treni e comprare il biglietto, fermatevi. Non badate alla sicurezza e alla comodità delle vacanze al mare, non rimpiangete i divertimenti di quel paesino di montagna in cui vi recate ogni inverno. L’Interrail, con la sua mancanza di una meta precisa, l’inevitabile disorganizzazione e l’imprevisto (o la sorpresa) sempre in agguato, è un’esperienza che va provata almeno una volta nella vita.
Se non vi fidate di queste parole, non potrete fare a meno di capitolare a quelle di un ragazzo che l’Interrail l’ha davvero vissuto, e che lo serba tra i suoi ricordi più cari. Mathieu è uno studente francese di Ingegneria, studia a Compiegne (a nord di Parigi) e ha organizzato il suo viaggio nell’estate del 2004.

Foto: www.slo-zeleznice.si

Con chi ti sei imbarcato in quest’avventura?
Siamo partiti in quattro: io, Jeremy, Sophie e Lucie, tutti compagni di università. Un piccolo ma affiatato gruppo di girovaghi, amanti dei viaggi e, naturalmente, dei treni.

Dove e quando avete realizzato il viaggio?
Abbiamo scelto la prima zona Interrail e abbiamo trascorso circa 16 giorni del Giugno del 2004 in Italia, Grecia e Turchia. Le ragazze, Sophie e Lucie, hanno preso il treno da Lyon in Francia, mentre io e Jeremy ci siamo imbarcati a Bruxelles con un aereo low-cost. Destinazione, Roma.

Qual era il vostro obiettivo?
L’intenzione era raggiungere Istanbul il più velocemente possibile. Così avevamo pianificato di lasciare Roma già il primo giorno e di recarci a Bari, dove ci aspettava una nave per la Grecia. Ma il bello dell’Interrail è che niente può essere organizzato nei dettagli e che gli imprevisti sono sempre in agguato. Infatti a Bari non abbiamo trovato nessun traghetto disposto a ospitarci, dal momento che i turisti erano troppo numerosi e tutti i posti erano stati prenotati. Siamo quindi stati costretti a perdere due giorni nella nostra tabella di marcia.

Questa difficoltà vi ha scoraggiato?
Nient’affatto! Ne abbiamo approfittato per visitare la Puglia, e, anche se questa regione non rientrava nei nostri programmi, siamo stati ben contenti di assaporare le meraviglie del posto. A
Polignano abbiamo trascorso la notte dormendo sulla spiaggia, con il dolce fragore delle onde che si infrangevano a due passi dai sacchi a pelo. A Ostuni abbiamo dormito invece in un bellissimo campo di olive, ma l’insorgere improvviso di un temporale ci ha obbligato ad abbandonarlo per rifugiarci in una stazione di treni!

Sistemazioni notturne davvero particolari…
Eccome! Pensa che a Corfù abbiamo dormito sopra il tetto di una casa, e la mattina successiva, di buon ora, ci siamo messi in cammino per Igoumenitsa, nel Nord-Est della Grecia. Una volta là, abbiamo dovuto abbandonare il nostro mezzo preferito, il treno, per mancanza di linee ferroviarie, e ci siamo adattati al bus per recarci nella zona orientale del Paese. È su uno di questi veicoli che abbiamo conosciuto una coppia tedesca, anch’essa in viaggio Interrail, che, casualità, abbiamo avuto la fortuna di rincontrare ad Atene.

Avete fatto numerose amicizie?
Beh, devo dire che di compagnia ne abbiamo trovata! Ad Alexandropolis abbiamo conosciuto alcuni ragazzi italiani, con i quali ci siamo recati ad Atene. Da lì abbiamo sostenuto un estenuante viaggio in treno della durata di 10 ore, durante il quale abbiamo fatto amicizia con una ragazza di Thessaloniki e un gruppo di giovani coreani.

Qualche momento del viaggio ti ha colpito in modo particolare?
Ad Atene, mentre visitavamo l’Acropoli, ci si è offerta davanti agli occhi una scena eccezionale: un uomo si è messo a correre impugnando la fiamma olimpica! Ci siamo resi conto che il corridore era circondato da telecamere e obiettivi fotografici e che era il primo giorno dei giochi olimpici!
Un altro episodio che non dimenticherò mai ci è capitato a Naxos. Arrivati a mezzanotte, senza conoscere la località e stanchi per il viaggio, ci siamo addormentati sulla prima spiaggia in cui abbiamo appoggiato i piedi. La mattina dopo ci ha svegliati con una piacevole sorpresa: la spiaggia era un piccolo paradiso, con alberelli, mare azzurro e verde, sabbia dorata. Uno spettacolo da cartolina!

Quali sono state le altre tappe del viaggio?
Dopo Patras abbiamo lasciato la Grecia per l’Italia. Abbiamo visitato Bologna, Firenze, Roma e infine siamo tornati a casa.

Qual è il bilancio della tua esperienza Interrail?
Senz’altro non è un viaggio di comodità e sicurezza. Abbiamo dovuto muoverci da una città all’altra con zaini pesanti sulle spalle, abbiamo speso sovrattasse per i treni ad alta velocità e non sapevamo mai con certezza dove avremmo trascorso la notte. Ma alcune difficoltà del viaggio hanno rappresentato pure i suoi punti di forza: viaggiare senza fermarsi mai, vivere di continuo esperienze nuove ed inaspettate, dormire a contatto con la natura, conoscere gente da tutto il mondo. 
Un’esperienza che consiglio davvero a tutti.

Di Bruna Martini

Foto copertina: www.inter-rail.it

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