Il Tobacco and Vapes Bill ha completato l’iter parlamentare ricevendo l’approvazione definitiva sia dalla Camera dei Comuni sia dalla Camera dei Lord. Il testo è stato quindi trasmesso a re Carlo III per il Royal Assent, passaggio istituzionale necessario prima dell’entrata in vigore.
L’iniziativa legislativa era stata avviata dal governo conservatore guidato da Rishi Sunak, segnando una svolta salutista dopo le politiche del predecessore Boris Johnson. L’attuale esecutivo laburista di Keir Starmer ha poi ripreso e irrigidito la proposta, portandola a compimento.
La normativa rappresenta un caso senza precedenti per un grande Paese europeo e risponde all’obiettivo dichiarato di alleggerire il carico sul servizio sanitario nazionale britannico, l’Nhs, già sotto pressione per le patologie legate al tabagismo.
Il Tobacco and Vapes Bill: divieto a vita per i nati dal 2009
La normativa denominata Tobacco and Vapes Bill introduce un divieto generazionale permanente di acquisto e consumo di sigarette e sigarette elettroniche per chiunque sia nato a partire dal 1° gennaio 2009. Ciò significa che i britannici attualmente 17enni e le generazioni successive non potranno mai accedere legalmente a questi prodotti, per l’intera durata della loro vita.
La stretta si estende anche agli spazi aperti adiacenti a luoghi considerati sensibili: parchi giochi per bambini, scuole e ospedali vedranno limitato il consumo di tabacco anche per le persone di età superiore. L’obiettivo dichiarato è creare una “prima generazione smoke-free” del Regno Unito, protetta dai danni della dipendenza.
Il ministro della Sanità Wes Streeting ha definito l’entrata in vigore della legge “un momento storico per la salute della nazione”, sottolineando che la misura offre protezione a vita contro i rischi legati al tabagismo.
L’impatto atteso su sanità pubblica e contesto scolastico
Il fumo rappresenta un onere considerevole per il servizio sanitario nazionale britannico: solo in Inghilterra si sono registrate 75.000 morti nel 2024 collegate alla dipendenza da tabacco. Il Tobacco and Vapes Bill nasce proprio dall’esigenza di alleggerire questa pressione sull’Nhs, già sovraccarico e chiamato a gestire risorse limitate di fronte a patologie prevenibili.
La normativa stabilisce restrizioni anche per i fumatori adulti in spazi aperti adiacenti a luoghi pubblici considerati sensibili, tra cui parchi giochi, scuole e ospedali. Questa misura mira a proteggere i minori dall’esposizione al fumo passivo e dal rischio di normalizzazione del consumo di tabacco, salvaguardando i contesti educativi e ricreativi frequentati dai più giovani.
La strategia anti-fumo si inserisce in un quadro più ampio di interventi: nel giugno 2025 il governo Starmer aveva già vietato il commercio di sigarette elettroniche usa e getta, primo tassello di un approccio integrato volto a contrastare sia il fumo tradizionale sia lo svapo.
Le reazioni politiche e le tappe antecedenti
L’approvazione del Tobacco and Vapes Bill ha innescato un vivace dibattito tra le forze politiche britanniche. L’attuale governo laburista di Keir Starmer ha ereditato l’impianto normativo dall’esecutivo conservatore di Rishi Sunak, rafforzandone le disposizioni in chiave più restrittiva. Il ministro della Sanità Wes Streeting ha difeso la misura come investimento strategico sulla salute della nazione.
La destra liberista ha invece alzato le barricate contro quella che definisce un’ingerenza eccessiva dello Stato nelle scelte personali. Nigel Farage, leader di Reform UK, ha guidato la contestazione brandendo lo slogan “no allo Stato balia” e denunciando l’approccio paternalistico della riforma. Le critiche si concentrano sul presunto stravolgimento delle libertà individuali e sul rischio di creare un precedente per ulteriori restrizioni.
Nonostante le opposizioni, la strategia anti-fumo e anti-svapo ha mantenuto continuità nel biennio 2025-2026, come dimostra il divieto sulle sigarette elettroniche usa e getta introdotto nel giugno 2025. La convergenza trasversale su obiettivi di salute pubblica ha permesso di superare le resistenze parlamentari e completare l’iter legislativo.
Il confronto internazionale: Nuova Zelanda e Maldive
Il Regno Unito non è il primo Paese al mondo a introdurre un divieto generazionale sul fumo. Nel 2022 la Nuova Zelanda aveva dichiarato fuori legge il consumo di tabacco per i giovani nati dal 2008, anticipando Londra. Tuttavia, l’iniziativa del governo laburista di Wellington è stata successivamente rimessa in discussione dalla coalizione conservatrice subentrata al potere, vanificando di fatto l’ambizioso progetto.
Le Maldive, invece, hanno attuato prima del Regno Unito una norma analoga, vietando il fumo nell’arcipelago a tutti i nativi dal 2007 in avanti. La misura è entrata in vigore nel 2025, rendendo le Maldive il primo Paese a implementare concretamente un divieto generazionale.
La scelta britannica si distingue per il contesto: nessun grande Paese europeo aveva mai adottato una legislazione così stringente, posizionando Westminster come riferimento continentale nella lotta al tabagismo tra le nuove generazioni.