Si avvicinano le vacanze di Natale, quelle che gli studenti attendono con ansia in quanto le prime veramente significative dall’inizio dell’anno scolastico. Alzi la mano chi non le aspetta con trepidante attesa: il solo pensiero di non andare a scuola per diversi giorni, di potersi alzare senza dover puntare la sveglia evitando così le levatacce mattutine che tanto ci pesano. Ed ancora, il poter trascorrere interi pomeriggi a fare maratone di film natalizi, di poter giocare a tombola, uscire fuori per godere dell’atmosfera festiva propria di questo periodo dell’anno. Già… ma in questo bel quadretto, dove li mettiamo i compiti per le vacanze?

Studenti contrari ai compiti per le vacanze di Natale

Ebbene, gli studenti sono contrari a tale impegno scolastico durante quella che dovrebbe essere a tutti gli effetti una pausa dai doveri. Un modo per recuperare le forze fisiche e mentali, ma anche per trascorrere del tempo con amici e parenti. In tal senso si è schierata l’Unione degli studenti per sottolineare come assegnare dei compiti da dover svolgere durante le vacanze natalizie non permetta agli allievi di goderne appieno.

“Siamo convinti che le vacanze natalizie devono essere un periodo di pausa per gli studenti e quindi non è possibile che i ragazzi si ritrovino un carico di lavoro che li costringe a trascorrere troppo tempo sui libri, a fare i compiti.”

Hanno infatti dichiarato. E non solo, in merito si è espressa Alice Beccari dell’esecutivo nazionale dell’Unione Degli Studenti che, all’Adnkronos, ha dichiarato:

“È essenziale che gli studenti abbiano un reale periodo di pausa sia per permettere il recupero mentale e fisico, sia per permettere il recupero didattico nel caso ci sia questa necessità. E ancora come molti studi dimostrano, lo stacco dalla scuola serve anche per diminuire stati di ansia e stress che la stessa può provocare. Il riposo, lo stacco è necessario anche per riuscire ad essere più attivi, più interessati alla ripresa delle lezioni”.

Compiti per le vacanze di Natale: sì o no?

La questione torna puntuale a ridosso delle vacanze (estive o natalizie che siano). In casi come questo, i contrari ai compiti tirano in ballo il “diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…” riconosciuto ai giovani dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Se il MIUR prevede che docenti e studenti possano usufruire di un periodo di vacanza, quindi, che senso ha che questi ultimi debbano comunque studiare?

I sostenitori dei compiti puntano l’attenzione, invece, sul fatto che le vacanze siano troppo lunghe, e che l’assegnazione di una quantità ragionevole di studio non impedisca agli studenti di riposare, giocare e godere del tempo libero. E voi, cosa ne pensate in merito?

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