Strappare lungo i bordi di Zerocalcare è la serie del momento. Si è aggiudicata un posto d’onore tra le preferenze degli italiani (e non solo) sorpassando in pochi giorni Squid Game. Perché si sa, con Zerocalcare si ride tanto ma si riflette anche di più. Dal 18 novembre su Netflix, Strappare lungo i bordi è la prima Serie TV animata ideata, disegnata e quasi interamente interpretata dal fumettista romano, il quale ci regala una chicca, una serie unica nel suo genere, almeno all’interno del palinsesto televisivo italiano.

Le sue frasi più celebri hanno invaso, già poche ore dopo il rilascio su Netflix, avvenuto il 18 novembre scorso, tutti i social. Da Twitter a Facebook fino a Instagram, è stato un pullulare di espressioni in romanesco caratterizzate dalla duplice capacità di far ridere e riflettere. Che, nei fatti, è proprio il segreto del successo di Strappare lungo i bordi. Ne abbiamo raccolte alcune per voi, compresa la frase finale.

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Strappare lungo i bordi, frasi

  • Per me non è importante che tu ci sia sempre, ma devo sapere che quando tu sei con me, ci sei davvero, lo capisci? (Alice)
  • Le persone so complesse: hanno lati che non conosci, hanno comportamenti mossi da ragioni intime e insondabili dall’esterno. Noi vediamo solo un pezzetto piccolissimo di quello che c’hanno dentro e fuori. E da soli non spostiamo quasi niente. Siamo fili d’erba, ti ricordi? (Sara)
  • Erano passati solo tre secondi da quando c’eravamo salutati… E io ero già innamorato. (Zerocalcare)
  • E allora noi andavamo lenti perché pensavamo che la vita funzionasse così, che bastava strappare lungo i bordi, piano piano, seguire la linea tratteggiata di ciò a cui eravamo destinati e tutto avrebbe preso la forma che doveva avere. Perché c’avevamo diciassette anni e tutto il tempo del mondo. (Zerocalcare)
  • Ma non ti rendi conto di quant’è bello? Che non ti porti il peso del mondo sulle spalle, che sei soltanto un filo d’erba in un prato? Non ti senti più leggero? (Sara)
  • E semo pure stupidi. Perché se impuntamo a fa’ il confronto co le vite degli altri. Che a noi ce sembrano tutte perfettamente ritagliate, impalate, ordinate. E magari so così perfette solo perché noi le vediamo da lontano. (Zerocalcare)
  • Ho pensato che c’era qualcosa di incredibilmente rasserenante nell’essere un filo d’erba. Che non faceva la differenza per nessuno. E non c’aveva la responsabilità per tutti i mali del mondo. (Zerocalcare)
  • Bambino: “Alice, ma la cicatrice poi passa? Alice: “La cicatrice non passa, è come una medaglia che nessuno ti può portare via (…)” Bambino: “Ma perché non passa?” Alice: “Perché è una cicatrice. Se andava via con l’acqua era un trasferello. È una cosa che fa paura, ma è anche una cosa bella, è la vita”.
  • Armadillo: “Dai su, se su ottomila film non te ne va bene manco uno, forse sei te che non vai bene”.
  • Sei cintura nera de come se schiva la vita (Armadillo)
  • Zerocalcare: “E me so’ interrogato e ho convenuto che è vero, che so’ io quello difettoso e che non posso trova’ fuori quello che me manca dentro. Però volevo guarda’ ‘na serie, non fa psicoterapia”.
  • Invece sotto l’occhi c’abbiamo solo ‘ste cartacce senza senso, che so’ proprio distanti dalla forma che avevamo pensato. Io non lo so se questa è ancora ‘na battaglia oppure se ormai è annata così, che avemo scoperto che se campa pure co ste forme frastagliate, accettando che non ce faranno mai giocà nella squadra di quelli ordinati e pacificati. Però se potemo comunque strigne intorno al fuoco e ricordasse che tutti i pezzi de carta so boni per scaldasse. E certe volte quel fuoco te basta, e altre volte no. (Zerocalcare)
  • Tanto se una cosa deve succede, succede. Tutta ‘sta fretta di fa succede le cose ce l’ha messa il capitalismo. (Armadillo)

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