Draghi: il nuovo programma di governo

Durante il suo discorso al senato, il nuovo presidente del consiglio Mario Draghi ha elencato quali sono i 10 punti fondamentali per lavorare per e con il governo. La situazione che si troverà ad affrontare il nuovo governo è molto complicata ed è per questo che ha stilato questo elenco per non lasciare nulla al caso. I punti su cui lavorare sono tanti e delicati e noi vogliao indicarveli tutti, uno per uno.

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Governo Draghi: i 10 punti del programma

I 10 punti del programma di Draghi sono i seguenti:

  • Con la nascita del nuovo esecutivo, il Recovery Plan rimarrà invariato rispetto alla bozza del governo Conte, con i vari programmi che saranno approfonditi e rafforzati in una “strategia trasversale e sinergica basato sul principio dei co-benefici”;
  • Per quanto riguarda il lavoro, il programma di Draghi dovrebbe prevedere uno stop per i sussidi a pioggia, con gli incentivi che dovranno essere finalizzati “a creare nuovi lavori e non a salvare i vecchi”;
  • Nel mondo delle imprese è atteso un giro di vite per le cosiddette aziende “zombie”, ovvero destinate a fallire e tenute in vita soltanto attraverso aiuti esterni, con la “scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento”;
  • Le quattro riforme così sarebbero quella della pubblica amministrazione, nell’ottica della lotta alla burocrazia e della maggiore connettività, del fisco con la revisione delle aliquote Irpef preservando la progressività, della giustizia civile come richiesto dall’Europa e infine della concorrenza;
  • Il primo intervento sul fronte della scuola dovrebbe essere quello della revisione del calendario scolastico per recuperare i giorni di didattica a distanza, allungandolo di fatto fino a tutto giugno. Nonostante il parere contrario di docenti e presidi, Draghi sembrerebbe voler insistere su questo tema;
  • Sul fronte della pandemia la volontà è quella di accelerare sul piano vaccini, finora rallentato da tagli e ritardi nelle consegne, arrivando a farne 300.000 al giorno con l’obiettivo che rimane quello di raggiungere al più presto l’immunità di gregge per tornare a una sostanziale normalità;
  • Considerando che nel Recovery Plan il 37% della spesa dovrà essere per la transizione ecologica, una torta pari a circa 77 miliardi, si capisce perché l’ambiente sarà il “tema centrale e catalizzatore tutte altre aree di sviluppo economico”;
  • Ci dovrà essere un dialogo con la Russia ma c’è preoccupazione per la violazione diritti dei cittadini, mentre i rapporti con il nuovo corso Biden negli Stati Uniti dovranno essere rinsaldati per far tornare a essere il nostro Paese uno dei protagonisti della scena mondiale;
  • nel Recovery Plan potrebbe così aumentare la fetta destinata agli investimenti che saranno organizzati in una sorta di cronoprogramma per tenere sotto osservazione i tempi di realizzazione;
  • Una delle tre riforme urgenti annunciate da Draghi ai partiti riguarda proprio il fisco, visto anche il pressing da parte dell’Unione Europea che da tempo chiede all’Italia di mettere mano al sistema fiscale.

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