Maturità 2021, niente prove scritte ma esame orale con possibile ritorno della tesina. Iniziano a circolare le prime notizie riguardo le decisioni che il nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi potrebbe adottare in vista degli esami di maturità 2020/21. Nonostante non ci sia ancora nulla di ufficiale, alcune indiscrezioni sembrano più certe e veritiere di altre. Ecco cosa potremmo aspettarci.

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Maturità 2021, niente esami scritti

La prima notizia certa è che, anche quest’anno, gli esami scritti non verranno sostenuti. No, quindi, sia alla prima che alla seconda prova. Il compito di italiano e quello variabile in base alla tipologia dell’Istituto (di matematica o greco) non faranno parte dei prossimi esami di maturità. Ciò è quanto era già stato deciso nell’Ordinanza della ex ministra dell’istruzione Azzolina, alla quale si era giunti dopo un confronto con docenti, studenti e famiglie, e sindacati. Ordinanza che, per senso di responsabilità, la stessa non ha firmato ma che sembra essere comunque condivisa da Bianchi. L’esame di maturità sarà orale e discusso di fronte ad una commissione interna.

Maturità 2o21: tornerà la tesina?

Al ministro Bianchi, però, il solo orale sembra non bastare: potrebbe optare per la reintroduzione della tesina multidisciplinare, abolita qualche anno fa e non troppo amata dagli insegnanti (ma gradita dagli studenti). E’ plausibile ritenere che, tuttavia, si tratterebbe di una tesina “più strutturata e accurata“.

Nel frattempo è bene sapere che, per accedere alla Maturità, bisognerà avere una media dei voti sufficiente e che non si sarebbe esenti dalla bocciatura. Tutto, comunque, resta ancora in fase di ufficializzazione, e non è detto che le carte in gioco possano ancora cambiare.

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