Certificazione verde: chi la rilascia

Nella bozza del nuovo decreto COVID si parla di certificazione verde, o green pass, e sarà il pass per potersi spostare tra regioni di colore diverso. La certificazione viene rilasciata già alla somministrazione della prima dose di vaccino. Sarà in formato cartaceo o digitale e sarà compilato dalla struttura presso la quale è stato effettuato il vaccino. Nel documento, che confluirà poi nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato, oltre ai dati anagrafici sarà riportato anche il numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste.

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Certificazione verde: carcere per chi falsifica il pass

Si tratta di una certificazione molto importante ed è vietato dichiarare il falso. Per chi falsifica il certificato c’è il rischio carcere: il comma 2 dell’articolo 13 prevede infatti che per tutti i reati di falso che hanno ad oggetto la certificazione verde Covid-19, le pene previste dagli articoli 476, 477, 479, 480, 481, 482, 489 del codice penale, anche se relativi ai documenti informatici di cui all’articolo 491 bis, sono aumentate di un terzo.

Certificazione verde: in vigore fino all’attivazione della piattaforma europea

Il pass resterà in vigore fino all’attivazione della piattaforma europea, nella quale saranno convogliati anche i certificati nazionali: a quel punto entrerà in vigore il cosiddetto DGC-Digital Green Certificate, interoperabile a livello europeo.

Certificazione verde: valida anche per i guariti dal covid

Per le persone guarite, il certificato sarà rilasciato dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente o, per i non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Il pass, però, cessa di avere validità qualora l’interessato risulti di nuovo positivo al Covid. Le certificazioni di guarigione rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto avranno una validità di sei mesi dalla data indicata sulla certificazione.

Certificazione verde: non solo vaccinati e guariti

Il pass non vale solo per i vaccinati e i guariti, anzi può richiederlo anche chi si sottoporrà a test antigenico rapido o molecolare con esito negativo: avrà una certificazione verde della durata di 48 ore che sarà rilasciato dalla struttura stessa che ha effettuato il tampone. Quindi strutture sanitarie pubbliche, private e accreditate, farmacie, medici di medicina generale o pediatri.

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